Nell'albero più alto
intrecciando erbette
con pazienza e amore
un nido costruii.
Per sfuggire alla sventura
lo abbandonai.
Volai lontano
dove fichi fiorivano
viti davano frutti
campi non erano aridi
come quelli che lasciai
senza voltarmi.
Avidità dell'uomo
rese sterile e spoglio quel luogo,
calpestò valori e provai timore.
Da profugo
cibo e valori ritrovai,
nuovo nido ricostruii
al riparo da gelo e tirannia.
Penso spesso
al vecchio nido lontano,
abbandonato all'incuria,
ma... dove una lacrima cade
una spiga germoglia.

Commenti
una spiga germoglia.
Rendere una disavventura un momento positivo per ricominciare è ciò di cui anch'io spesso scrivo nelle mie poesie.
Mi è piaciuta moltissimo, complimenti Genoveffa.
Un caro saluto
Cari saluti dal sottoscritto
Buona serata!
Buona serata!