Le margherite sfogliate, m’ama o non m’ama

si m’ama, ma non mi vuole, mi duole

forse non lo sa che m’ama, con gli occhi

sulfurei che si ritrova, forse mi crede

una biscia che striscia sul marciapiede

di fronte casa sua. E’ un fatto di fede

l’amore è un gioco mi ha detto, chi lo vede

è maledetto, ma se ha scarpe a punta e tacchi

può ballare il tango sino a quando il sole

non sorge. Non m’ama dunque, è la trama.



L’amore in quattro ragli e mille serpenti

a sonagli, un asino fatto e rifatto

e una serpe di scuola, non c’è storia,

non c’è gloria. Non m’ha mai amato

ho fatto un giro bendato sull’ottovolante

del luna park, sono una specie di mutante

in mutande, uno scemo patentato e conclamato

potete dirmi di tutto. Maria, chi è Maria?

Non si chiama Maria e non ha un gatto

l’ho detto e ridetto ai quattro venti.



Poi è arrivato lui, lui chi? C’è sempre

un terzo incomodo e pure un quarto

in cerca di guai e di nuove dame

da collezionare, visto quanto è bello il mare

da quassù? Migliore dei tuoi fianchi

di vetro e degli occhi neri stanchi

della frenesia degli orari sul finire

della sera. Le nuvole di liquame

si sono addensate, piove a dirotto

la luna non c’è, fanno la ola le ombre.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


 
Al puzzle che ho comprato manca un tassello

quello centrale, che faccio, mi dico? Ci metto

la carta d’identità di quando avevo vent’anni?

Oppure uso le tessere per la tombola di Natale?

Distratto da questo quesito non mi accorgo

dell’auto diretta verso il bosco asfaltato

potevo chiedere un passaggio allo sfigato

che è alla guida. C’è un autentico mago

dall’altro capo del telefono, un tale

me l’ha presentato come un dongiovanni

per darmi ripetizioni di charme. L’ho detto

ma non ci credo, non sono mai stato un modello.



C’è un pensionato che lavora al progetto

di una cattedrale andina e un disoccupato

che dorme nel cassetto del comodino o nella vasca

da bagno, secondo l’ispirazione del momento.

Oggi riceverà una proposta di lavoro interessante

da una hostess rimorchiata all’aeroporto

“ Mi fai fare un giro della città?” le ha detto

mentre si slacciava il reggiseno, è elegante

ma ha il doppio dei suoi anni. Il santo

patrono veglia sul fantasma dell’amica

d’infanzia, l’ultima volta che le ha parlato

non le ha detto che il suo amore era intatto.



Il boss del quartiere dice di votare a destra

c’è un tipo a posto che è una garanzia

per i suoi interessi nel traffico di cocaina.

Conosce qualcuno anche a sinistra, ma non si fida

del tutto delle sue promesse di fedeltà.

Le elezioni sono truccate, chi ha bisogno

di un lavoro si vende ancora per un pugno

di mosche o per una promessa di novità.

Gli uomini in divisa sorvegliano la sfida

sono impegnati a sventare una nuova rapina

mentre qualcuno svuota il forziere della polizia

e non è il capo dei briganti ma una ministra.



1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


La sposa sull’altare flirtava col fidanzato

in chat, gli scrisse ti amo prima di firmare

l’atto di matrimonio e di postare le foto

della marcia nuziale su Instagram. Lo sposo

vestiva in nero al suo funerale, ma credeva

di essere su scherzi a parte. La vedova

ci provava con tutti, aveva bisogno di riposo

non di un altro amico su Facebook, il letto

l’aveva lasciato sfatto dopo aver fatto l’amore

dieci anni prima. Il sacerdote era un soldato.



Chi gioca col cuore si brucia e chi prende

tutto sul serio è un utile idiota, la ruota

gira al contrario e l’universo è lo specchio

del nulla. La puttana rimorchiata stasera

era una regina in un'altra vita, la moglie

del ragioniere scrive poesie, ha le doglie

ma pensa di essere un bracconiere. La sfera

è perfetta, Giotto è tornato, è un vecchio

che dipinge santini in una strada alla moda

di Roma. Chi dice sempre la verità offende.



“Carpe diem” è il motto di un pescatore

suonato, c’è chi lo condivide in rete

dopo averci pensato una giornata intera.

In Svizzera hanno votato, stavolta il quesito

era in bianco, nessuno conosce il risultato

e tutti possono far festa. C’è un malato

da curare, i parenti imbalsamati hanno dato

carta bianca ai dottori, per questa sera

sarà tutto finito. Non ci sono più le fate

di una volta, ora prendono pure il raffreddore.













1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ce sta un tipo sopra a questo sito

c’appena scrivo appare ‘ncuriosito,

legge, rilegge e poi sai che fa

trova a ridì su a mia romanità.

Io jo dissi che nun so romano,

parlà è difficile, scrive sovrumano,

l’uso sortanto p’a musicalità

nun p’appropriamme da nazionalità.

E poi me segna co la penna blu

l’erori de scrittura ancor de più.

Chissà perché questo “gran” signore

me sta a studià a tutte le ore,

eppur me pare che nun je piaccio mica

chi ja fa fare tutta sta fatica !

Forse ho capito, eureka ho trovato

ed io credevo ‘nvece fosse stato

solo un corpo de presunzione

a scatenaije sta persecuzione.

Er fatto è che tu, povero nano,

nun conosci nemmeno l’italiano.

Perciò  nun fare adesso l’imbecille,

smettila e nun me rompe ‘e palle !
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il coccodrillo piangeva lacrime di gioia

da quando la sua compagna era fuggita

col capo del branco a sud di Nairobi.

Le cascate non avevano invertito

il senso di marcia solo per questo

e le scimmie si strofinavano i lombi

con una crema solare scaduta.

Il film in prima visione era una noia.



Risalendo la corrente la balena

innamorata si sentiva una sirena

per fortuna Ulisse aveva i tappi

alle orecchie e una benda agli occhi.

Ci fu un momento in cui i falchi

suonarono Mozart, quello in cui i ceppi

dei suoi polsi si aprirono e la cena

finì in mare. Il re era senza corona.



Penelope aveva tre fidanzati ufficiali

e il marito in guerra, ma si sentiva

casta e pura come una conchiglia.

Il mare era piatto e Nettuno dormiva

quel giorno che tutto andò alla deriva.

Tra gli amanti scoppiò un parapiglia

per i turni della notte. Chi ascoltava

non capiva le leggi dei tribunali.



E’ un incubo la notte, i sogni sono folletti

sospesi sul cuore, c’è un ombra nella stanza

e non sparirà nemmeno domani mattina.

L’ultimo flash è un saluto indefinito

più uno sberleffo che un grugnito

la stangona bionda ha preso una medicina

vietata, ora è abbronzata e in vacanza

ma i jeans le stanno troppo stretti.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Scene da un matrimonio in do minore

il diavolo è tentatore, ma la sposa

sale le scale della cattedrale

col vestito infangato e un rosso

poco virginale sulle guance.

Lo sposo nudo sta sulla brace

qualcosa ha capito e il morso

della gelosia è il suo guanciale

di spine. Qualcuno ha una rosa

in mano e per cappello un ragioniere.



Il secondo invitato della prima fila

da sinistra vuole affondare il bastone

da passeggio tra le cosce della ragazza

con la minigonna, ma a godere

è un tipo azzimato col foulard blu

e le scarpe verdi a punta. Laggiù

in fondo alla navata c’è un carabiniere

in servizio, ha adocchiato una bellezza

sfiorita e prepara una dichiarazione

con trenta commi e due tequila.



La sfilata prosegue con i testimoni

in narcolessia, il prete parla da ore

dell’ultimo concerto di Madonna

A Londra. Dalla prima fila parte

un applauso e una richiesta di bacio

la perpetua che lava con lo straccio

il pavimento, non ha mai giocato a carte

e non è una bellezza, ma si sfila la gonna

per metterla all’asta. Non c’è un cuore

che batte, è proprio tutto finto stamani.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Me domannavo…l’avete mai provato

er vero peperoncino…de Soverato ?

Quello rosso a mo di ciliegina

o piccolo arcuato come a ‘na spina ?

Se dice che un giovane pastore

dovenno pascolà pe molte ore,

pe pranzo se fosse portato

‘n po’ de pane coi peperon guarnito.

Diceva che sto frutto a molti inviso

te facesse vedè er paradiso,

co artri cibi bene combinato

era delizia per il su palato.

Anzi arivò perfino a dirmi

che uccideva nella panza i vermi !

Pensanno a questo alfin s’appisolò

sotto ‘nulivo e poi s’addormentò.

‘N lupo bucaniere e ‘n po’ codardo

pe via de pecore trovannosi passanno,

je frega  a colazione a quer balordo

e se ne scappa in fretta sghignazzanno.

Se sveja allora er giovane pastore

E vede er lupo, ma nun je va de core,

quello lo guarda come fosse ‘n pollo

e je fa pure er segno dell’ombrello.

Magnete tutto, disse er poveretto,

quello che c’è dentro a quer sacchetto.

T’o dico con un granne orgoijo

solo che poi…a cacar te vojo !
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 
La freccia partita dalla tua balestra

ha colpito, ma la tua mira non è olimpica

me ne sono accorto dal dolore acuto

nell’addome. Non lo hai nemmeno sfiorato

il cuore o il collo o pure il costato

il medico mi permette solo un saluto

e la censura è in agguato. La tua amica

sta ridendo, ora è affacciata alla finestra.



Poi ti sei superata, rimorsi o sensi di colpa

che fossero, hai deciso di curarmi con le tue mani

e ora che aspetto il prete per l’estrema unzione

di certo non ti ringrazio. Il pigiama turchese

che mi hai regalato è nell’armadio, il mese

di pigione è scaduto ed è pronta la nuova dazione

per l’impiegato del catasto. Mi fa un male da cani

perché almeno non suoni qualcosa con l’arpa?



Ora che non so più niente di te, ne so più di prima

le foglie ingiallite sono sul selciato e il sole

scalda solo nel pomeriggio. Ti scriverò una lettera

prima o poi, ma di sicuro la manderò all’indirizzo

sbagliato, quello di una poetessa col cuore nel pozzo

e una storia bislacca alle spalle. La suora

dell’ospedale è stata intraprendente, le scale

erano buie, ma la sua lingua era calda come una lama.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Der buon umore  ero ‘n gran profeta

prima de inizià a fa la dieta.

E principiò così la mia odissea

pe riportamme quanto meno in linea.

“Linea de che ? A linea Maginot ?

Me resta che da piagne un bel po’ !”

“Te devi da levà tutto sto grasso,

nun devi da magnà, vattene a spasso.”

“E in dove vado che nun ce la fò,

senza benzina io ne morirò !

Io si nun magno sono disperato.

N’e calorie non c’ho mai creduto”

“Nun poi magnatte a solita robaccia

che tutta la salute te minaccia…”

“ ‘An vedi questo…dove magni tu

t’e danno e fettuccine cor ragù’ ?

A mi salute se sente rinfrancata,

ne magnerei 'na cofanata.”

“Allora sei proprio ‘n impunito.”

“E’ vero me la so legata ar dito!”

Che tutti sti divieti so pesanti,

fanno da bestemmià puro li santi !

Nun poi magnà pe nun ingrassà,

nun fa l’amore che fa male al core,

nun poi durmì sinnò te rimbambisci,

a malapena a respirar riesci.

Che poi quanno che arivi ar cimitero

Che je racconti ar Giudice severo ?

Che nun fu Lui a farti trapassà

ma li divieti, come digiunà ?
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il mio nome
è Gennaro Capuozzo
facevo o guardiano
dint’ò cimmitero
e  San Giuseppe Vesuviano.
M’hanno ritto che muorto
o Re du quartiere
Pasquale scamorza
faceva paura soltanto a guardarlo.
Abitava du vie
prima de casa mia.
Teneva i vestite
sempre belle stirate
e li cravatte e mille colore
cu chillo portafoglio a manica em’brella
quanne passava era solo n’inchino
era come se passasse o patre eterno.
U jorno che muorto
c’è stata la banda
sonava a musica che pariva nà festa.
Io mi chiamo Gennaro Capuozzo
facevo o guardiano dint’ò cimmitero
chillo jorno c’è stavo pur’io
ma stave tiso
Comm’ò o Re do quartiere.
Ci hanno misi vicini
sotta nu mucchio e terra
co du foto ricordo
chi manco io ricordo.
O Re me guardava
poi risse furioso
“ Ma scusa tu no si Gennaro o guardiano
de stò camposanto? ”
Feci cenno de si
abbassando la capo
“ Allora Gennaro famme ò favore
Statte luntano che io so nu signore ”
Mi venne da ride in chillo momento
poi rissi ridenno “ Scusate signore se volete mi sposto
ma devo chiamare Gennaro ò guardiano
lui di signori na missi nt’a terra
eppure nessuno sé mai lamentato
forse perché lui era sopra e ò signore
era sotto?”
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 723 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Suona sempre due volte, si dice

ma lo sai che è una fola soltanto,

paravento del vero che tace:

vola via piú veloce del vento.




E ti lascia in cassetta l'avviso

di una lettera raccomandata

quasi quasi è deluso ed ha inteso

"Ti ho chiamato ma non t'ho trovata".




"Ti ho suonato due volte...non basta?"

Sai che mente e nient'altro puoi fare

devi andare di corsa alla Posta

ma il postino lo mandi a... cantare!
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: perlanera  

Questo autore ha pubblicato 21 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Buon giorno a tutti voi, signori miei,

Circasso è il nick che mi rappresenta,

giammai felice io sopporterei

che tale nome il core vi spaventa.

Son pacioccone, allegro, tenerone,

di ironia faccio uso assai.

Sarà che sono un grande, buon terrone

scrivo, verseggio e non mi fermo mai.

Solo che quando uso sta boccaccia

mi piace dire quello che ho in testa,

dico qualsiasi cosa che mi piaccia,

purch’ essa sia una cosa onesta.

Se sbaglio chiedo scusa e non m’arresta

cercare di capir dove sbagliai

per scatenare questa gran tempesta,

se la diritta via abbandonai.

Parlo italiano, romano e calabrese,

a volte penso d’essere uno spasso.

Verità cerco, quelle disattese

dileggiar spero… almeno…se non scasso !

Ridete allor di frasi fraintese,

che addolcisco col solito bon ton

Per chiarimenti io non bado a spese

In fondo sono io…sono Bronson.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E meno male che ce sei tu

sinnò sarei già in mano a Belzebù.

Da che me svejio a quanno er giorno more

riempi la mi vita de calore.

Mutanne e maglia so appena stirate,

a colazione co ‘e fette biscottate,

me metti in mano a borza co l’affari mia

me baci e sono pronto pe annare via !

Poi torno a mezzogiorno pe pranzà,

manicaretti me ce fai trovà,

me conti quanto hai lavorato

oggi hai dovuto fa puro er bucato !

I’ t’accarezzo  e me sento fiero

tanta felicità nun me pare vero.

Torno al lavoro pe poi rientrà

a sera e tu sei sempre la.

A notte poi è sempre speciale

nun poggio a testa sopra der guanciale,

me fai sentì davero….’nanimale

a fa l’amor co te è sensuale !

Ormai sono vent’anni de sta storia,

armeno fino a quanno c’ho memoria,

che m’è venuta voja de cagnà,

fare pazzie, cagnà mentalità.

Esse moderni, so ancora ‘ngiovinotto,

provà co ‘nartra in fonno sotto sotto,

te amo tanto, tanto da ‘mpazzì

che voi che sia ‘na vorta…pe capì.

“Amò, nun farlo” me rispose lei

“Che sopportarlo proprio nun potrei

vedè che dai a ‘nartra la sostanza

 der poco che te porti sotto a panza.

Stai tranquillo che c’ho pensato io,

l’ho fatto già tre vorte co tu zio,

du vorte col lattaro ma si sa

che certamente qui ritornerà.

‘Na vorta co er nostro affittuario

‘nartra co Romoletto nell’armadio,

insomma me so data un pò da fa

perché nun te dovessi da preoccupà.

‘O vedi, amò, che penso sempre a te ?

De più da me che cosa vuoi ottenè,

siediti comodo e prenditi ‘n caffè.



1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Loro che hanno l’auto blu

e la vorrebbero grigio metallizzato

per dare meno nell’occhio.



Loro che sono rappresentanti

del popolo senza essere

mai stati votati da nessuno.



Loro che scambiano i congiuntivi

con un’infiammazione dell’occhio.



Loro che usano il parrucchino

come casco protettivo

quando sono in moto.



Loro che hanno come marito

un esperto fumatore di sigari

dello studio ovale.



Loro che sono stati delle spie

prima di diventare condottieri

della nazione.



Loro che prendono le mazzette

per entrare nei titoli di testa

del telegiornale delle venti.



Loro che se stai più sereno

ci pensa il boia

a farti venire il mal di testa.



Loro che non hanno ancora inventato

il clientelismo virtuale

ma ci stanno lavorando.



Noi che abbiamo sempre

un amico di un amico da accontentare

Il giorno delle elezioni.



Noi che al referendum votiamo ni

perché non abbiamo deciso

da che parte stare.



Noi che conoscere un assessore

può essere sempre utile

ma conoscerne due è meglio.



Noi che per chiedere la raccomandazione

non andiamo all’ufficio postale

ma da chi di dovere.



Noi che l’unica pagina strappata

del vocabolario è quella

con scritta la parola “tasse”.



Noi che teniamo famiglia

quando c'è d’avere coraggio

e ce ne scordiamo per tutto il resto.



Noi che abbiamo gli stessi difetti

di chi ci rappresenta

ma pensiamo di essere migliori.



Noi che abbiamo un piacere

da chiedere ma mai

un favore da fare.



Noi che non votiamo

perché sono tutti ladri

e perché non ci danno il permesso

di lasciare i domiciliari.



Loro e noi in questo teatro della vita

qualcosa ci è sfuggito di mano

e non ci stiamo chiedendo il perché.





1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quanno t’ho preso eri ‘na farfalla,

tu me dicesti si a Caracalla,

poi nun parlasti più, te stavi muta

ed io pensai che fossi contenta.

Se semo fidanzati ed io ho pagato

perché magnavi solo cioccolato.

Tutte ‘e dorcezze che trovavi in giro

te le magnavi con un gran sospiro.

Io te guardavo e me pareva che

nulla è più dorce se nun penso a te.

Cor tempo poi ce semo maritati

e in mezzo ‘a la folla d’invitati

a muso duro come un alieno

gridasti “Amò, devi magnà de meno !”.

‘Nce feci caso, nun era l’occasione

p’avè la prima granne discussione.

Sarà stanca la mia poverina

lei se strafoca e a me fa ‘a romanzina ?

Come cambiò da allora a vita mia!

prima magnavemo solo cioccolate,

ora solo calci, pugni e bastonate !

De giorno me parea de sta ‘ntrincea,

de notte puro co la contraerea,

 tu a comannare ed io ad obbedì,

‘a chiami amore questa roba qui ?

‘O zucchero che avevi più de tante

è diventato un dorcificante.

Mò nun sei più l’anima gemella,

sei diventata una….Marescialla !
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.