Tanti si chiedono chi sei
senza avere risposta.
Tu silenzioso ti insinui
nelle menti sognatrici
di piccole creature indifese.
Intente nel nutrirsi
in viaggi di fantasia
esplorano il mondo
percependo luci e colori.
Ignare della tua presenza
sorde nell’udire il tuo avanzare
lento, prudente, nel catturarle
imprigionarle nel tuo di mondo.
Una campana di vetro
all’improvviso appare attorno
ai loro occhi come riparo sicuro
dal caos rimasto fuori.
Qui nessun frastuono, nessun sobbalzo
può distoglierle dalla loro trovata quiete,
come rintocchi solo battiti di cuori
che qui vivono di deliziosi suoni.
Sguardi increduli non comprendono
il perché del tuo venire, né perdono
danno al tuo togliere la condivisione
d’ogni emozione e sensazione.
Chi sei tu da permetterti di derubare
piccole anime della gioia
della comunicazione nell’intreccio
di parole ilari e spensierate?
Per occhi maturi sei solo una parola
muta, vuota, ferma nel tempo
che lega le voci, offusca i volti
ma in fondo non arresta i voli.
La musica sopraggiungere
àncora di salvezza per chi
vive comunque di emozioni
che parlano tra intrecci di mani.
Tese verso ogni guardo che,
pur se basso, urla il suo canto
libera le emozioni troppo chiuse
in un ferreo isolamento.
Cercano note similari
a formar unica melodia
che decisa, acuta, rompa
questa falsa, ingiusta quiete
che imprigionamento altro non è.
Chi sei Autismo, ora si sa…
solo una semplice, insignificante parola
nulla di più per chi vuoi buttar giù
ma che pur senza ali riprende il volo.
La mente ritorna a sognare
occhi bassi si alzano al cielo
voci abbracciano affetti cari
vita riprende a librare come un angelo.
senza avere risposta.
Tu silenzioso ti insinui
nelle menti sognatrici
di piccole creature indifese.
Intente nel nutrirsi
in viaggi di fantasia
esplorano il mondo
percependo luci e colori.
Ignare della tua presenza
sorde nell’udire il tuo avanzare
lento, prudente, nel catturarle
imprigionarle nel tuo di mondo.
Una campana di vetro
all’improvviso appare attorno
ai loro occhi come riparo sicuro
dal caos rimasto fuori.
Qui nessun frastuono, nessun sobbalzo
può distoglierle dalla loro trovata quiete,
come rintocchi solo battiti di cuori
che qui vivono di deliziosi suoni.
Sguardi increduli non comprendono
il perché del tuo venire, né perdono
danno al tuo togliere la condivisione
d’ogni emozione e sensazione.
Chi sei tu da permetterti di derubare
piccole anime della gioia
della comunicazione nell’intreccio
di parole ilari e spensierate?
Per occhi maturi sei solo una parola
muta, vuota, ferma nel tempo
che lega le voci, offusca i volti
ma in fondo non arresta i voli.
La musica sopraggiungere
àncora di salvezza per chi
vive comunque di emozioni
che parlano tra intrecci di mani.
Tese verso ogni guardo che,
pur se basso, urla il suo canto
libera le emozioni troppo chiuse
in un ferreo isolamento.
Cercano note similari
a formar unica melodia
che decisa, acuta, rompa
questa falsa, ingiusta quiete
che imprigionamento altro non è.
Chi sei Autismo, ora si sa…
solo una semplice, insignificante parola
nulla di più per chi vuoi buttar giù
ma che pur senza ali riprende il volo.
La mente ritorna a sognare
occhi bassi si alzano al cielo
voci abbracciano affetti cari
vita riprende a librare come un angelo.
