Le poesie più belle
si scrivono su tovaglioli di carta di una pizzeria
dopo aver buttato con rabbia
nel contenitore della differenziata
le poesie altrui.

Si scrivono ridendo/piangendo
o con qualsiasi intermedia emozione
o nel gelido abbraccio dell'indifferenza
poi si perdono
si ricordano, si riscrivono
ma più spesso si ricordano e basta.

Ti restano fisse nella mente
come misere aurore boreali
mentre guardi una terra non tua
e seppellisci ricordi, quelli sì, solamente tuoi
in un mezzogiorno domenicale
più che maledire, da compatire.

Le poesie più belle
avvampano di riflessi
di zafferano e cannella
ti rammentano la precarietà della vita
ma tanto tu non vuoi ascoltare.

Verrà la sera
e nel tedio domenicale
di amori frantumati
altre poesie i tireranno la manica
getteranno sui tuoi occhi
manciate di allegra stanchezza.
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Profilo Autore: Laura Bocci  

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