Rubricati tra gli alberi
in attesa di essere abbattuti
fermi sui nostri passi
a radicare consuetudini
o svenduti per cercare onori
e oltre la natura spinti
nell’evidenza che ogni attimo
- ogni passo - riscrive il trapasso
il momento del passaggio
di proprietà ad altro stato.
Ben pochi capaci di evadere
dall’indorare di questo mondo
stravolto e ridotto a cuori arsi
stracotti e incapaci di vedersi.
Ben pochi capaci di rientrare
negli spessi ranghi umani, dove
il riscontro dei fatti, incanti, non
le belle parole d’amore e rispetto.
Ben pochi capaci di rigenerare
il genere umano, colti a puntino
in grado di far maturare meglio
i frutti del proprio albero.