Espirare.
L’aria è troppo magra.
Stanza sottile.
Mi punzecchi,
una risposta scivola via.
Prigione di vetro,
le tue domande.
Spingi.
Rompi il cristallo,
spingi ancora.
​Luci, virano,
sott’acqua che non scotta.
Il tempo è roba morta:
secondi sciolti sul fondo,
un orologio rotto.
​Fuori,
i miei fantasmi di porcellana,
sorseggiano il vuoto.
Mentre qui,
dentro questa seta nera,
una divinità mi tiene giù.
Mi governa con un piede.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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