Mi chiamo Sara, ho diciassette anni,ma un tempo mi chiamavo Maria Grazia
poi Caterina,cambio sempre nome,ma sono sempre io,che importa il nome,
son subito riconosciuta,dal mio modo di parlare, di scrivere da una foto che è
sempre stata un punto di riferimento nei miei sogni di ragazzina,
una ragazzina cresciuta nella povertà, nella solitudine, cresciuta troppo in fretta.
Ecco vorrei comiinciare con Caterina , anche se il mio primo esordio l'ho
fatto con Maria Grazia.
Piccolo esordio ..pochi amici , nessun post condiviso ..tranne una poesia
di un'amica che mi ha accettata ma che non sapeva nulla della mia esisten-
za.Un'amica come tante...un nome per far numero e niente di più ,per lei,
ma non per me,perchè per me diventerà una mamma, la mamma che non ho
mai conosciuto.
Mia madre, da una relazione extraconiugale rimane incinta,
scoperta, viene cacciata di casa e va a vivere con la sua mamma.
Io nasco dopo 8 mesi,un parto difficile con una ostetrica improvvisata:mia nonna.
Mamma non ce la fa , dopo due giorni di febbre altissima muore ed io piccolo
esserino ancora fragile resto alle cure della nonna ed allattata da una vicina di
casa:Angela.
Cresco,si cresco di stenti perchè per vivere la nonna vende erbe mediche che
lei stessa raccoglie in campagna.
La chiamavano strega ma io volevo bene a quella donna che , anche con la
sua rudezza mi aveva fatta nascere, ma un sorriso da quel volto io non l'avevo
mai visto,una carezza mai avuta e il giorno ero sempre sola a fantasticare.io non
giocavo con gli altri bambini, nessuno faceva avvicinare i propri figli a giocare con me.
io, ero la figlia della strega, eppure era mia nonna.non so perche' tutti mi chiamavano cosi'.
Ogni tanto Angela passava, mi portava una caramella, un pezzo di pane ma era sempre
di corsa,aveva tanto lavoro da fare ,ma a me bastava quella presenza,il suo sorriso
dolce, ecco era lei che avrei voluto per mamma.
Quando mia nonna girava per il bosco, io uscivo dalla mia tana, prendevo un pò
d'aria,mi fermavo a guardare gli altri bambini che giocavano,
ricordo ancora come saltavano su una gamba su quei segni fatti nella strada
con il carbone, io non giocavo, me ne stavo nascosta perche se mi vedevano
mi tiravano dei sassi.
Che brutti ricordi!
Ora , sono in una stanza , quattro letti , due armadi un tavolino e quattro sedie.
Le pareti sono tutte bianche , niente nelle pareti. solo uno specchio e un picco-
lo lavandino.
Una finestra da su un viale alberato, qualche fiore selvatico si intra-
vede tra quell'ammasso di erbe che noi stesse, io e tutti gli abitanti di questi al-
loggi dobbiamo estirpare.-
Un pizzico di cielo, il chiarore della luna da un'immagine spettrale,ma forse
siamo anche noi solo degli spettri, anime che vagano da una stanza all'altra,in
un letto dove si può solo morire, senza una parola buona, senza una carezza,
dove il dolore, l'astinenza ha solo un nome:morte.ed io mi trovo qui ,ho solo
sedici anni.
Sono magra, capelli lunghi lisci e neri, sopraciglia molto folte e ciglia lunghis-
sime , due occhi grandi e neri , la mia pelle è scura, sembro una pera cotta,
cosi' mi chiamava la mia nonna.
Sono su questo letto, fa caldo, mi tolgo la camiciola che mi copre a stento,tol-
go lo slip, sono nuda.anche le altre ragazze con me nella stanza sono nude.
Certo.a guardarci..potremmo contare le ossa del nostro corpo.
Abbiamo un computer ma abbiamo solo poche ore a disposizione,, qualcuno ha una chiavetta
anche io ce l'ho, me l'ha portata mia zia durante una visita , ma devo tenerla di
nascosto, a volte ci alterniamo , io Caterina su internet faccio amicizia con dei
ragazzi, mi fanno proposte vogliono vedermi in cam .. io rido rimando cerco del-
le scuse , ma l'idea non mi dispiace , mi mostro .
Anche loro si mostrano ma il
viso , lo copro . non voglio farmi vedere..
Loro mi chiedono di toccarmi, si eccitano ed a me quel gioco piace, è l'unico
divertimento che possiamo concederci dopo una giornata di lavoro, a cucinare
lavare corridoi e stanze.
La televisione ci viene concessa solo per qualche ora , la sera, ma come si fa a
passare la notte?diventa interminabile, troppi pensieri , tutti brutti e quando
il sonno mi fa chiudere gli occhi , ho incubi.
Nel palazzo adiacente al nostro c'è il reparto maschile, uno scherzetto scaval-
care la finestra per venirci a trovare , io ho il mio ragazzo fisso , si chiama Giu-
seppe , ma anche se dovesse entrare un altro ragazzo per me è lo stesso.
Qualche ragazza sta di guardia, altre stanno a guardare poi, anche loro si diver-
tiranno e noi faremo la guardia.
Mi piace descrivere quello che faccio e al computer chiamo qualche amico o
amica, qualcuno mi prende per pazza, qualcuno mi insulta, ma io la prego di
non chiudere.
Durante questo chattare, una persona mi colpisce con il suo modo di scrivere,
condvido quello che trasmette lei a sua insaputa ,poi la chiamo.
Lei , forse attirata dal mio modo di scrivere entra nel mio profilo e qui vede le
sue poesie, i suoi link , mi chiede perchè ed io : mi piaciono ..gando le meti è
come se le meti per me.
qui cominciano le domande.. chi sei? dove sei? di dove sei? ed io parlo, a trat-
ti perchè devo chiudere, perchè c'e' il pericolo che mi scoprano, poi ho qualche
crisi, non riesco a scrivere, non riesco a vedere, frasi senza senso,poi silenzio
Caterina! Caterina! cosa dici? non capisco.. rispondi !
ma nessuna risposta.
Il giorno dopo sono di nuovo al computer , con me c'e' Giuseppe ,la chiamo,
le dico cosa sto facendo con Giuseppe e lei mi tratta male mi dice che non le
interessa, mi vuole cancellare,ed io mi sento perduta, senza di lei non ho la for-
za di lottare, e lei non lo fa.
Poi faccio amicizia con il marito, lui mi tratta come una figlia, mi dice che devo
comportarmi bene che devo curarmi e devo avere pazienza, che prima o dopo
usciro' dalla comunità e farò una vita normale., ma io non ci credo , io non
potrò mai essere come una persona normale . sono una drogata, nessuno
potrà fidarsi di me.
Fa caldo! quanto desidererei mangiare un gelato!
la mia mamma ora mi risponde , mi dice che se starò bene vorrà vedermi ed
il gelato me lo farà mangiare lei.
Si vuole vedermi ed io per un attimo mi illudo che questo possa essere vero.
andare da lei .. no, non ci posso pensare , sarebbe troppo bello
Io stare bene...fare una vita normale, ma dove? dalla mia mamma? no
lei si vergognerebbe di me..una drogata ..come mi potrebbe presentare ai suoi
figli?ma lei dice che non ci devo pensare, poi si vedrà , abbi fede mi dice,
ed io non ci penso, no , non voglio pensarci , ma poi penso , come faccio a
non pensarci ? io non ho mai avuto una vita, mia madre mi ha messa al mondo
ma io non sono mai vissuta.
la mia vita io l'ho persa in un mattino di pioggia,ero uscita dalla scuola , facevo
la quinta elementare e stavo tornando a casa.
Un ragazzino mi ha seguita , mi ha detto che voleva giocare ed io non avevo mai
giocato,l'ho guardato con occhi sbarrati e gli ho detto : davvero?
si vieni andiamo laggiù dietro quel cespuglio.ed io andai.
Ma il gioco non fu più un gioco, dal cespuglio spuntarono altri quattro ragazzini,
mi strapparono le vesti di dosso, poi uno per volta furono sopra di me.
sentii un gran dolore , poi svenni.
quando mi risvegliai ero tutta sporca ,avevo sangue dappertutto,
cercai di togliermi quel sangue ad una fontanella, mi rivestii e
tornai a casa
Mia nonna come al solito era in campagna a raccogliere erbe,nessuno seppe
niente dii quello che mi era successo, ma io ora guardavo il mio corpo con
occhi diversi, sentivo che non ero più la stessa di prima , mi sentivo più gran-
de ed anche il non parlare con nessuno mi faceva sentire una piccola donna.
Avevo undici anni ora, il mio corpo cambiava, avevo già formato il seno, un ri-
volo di sangue che scorreva era la prova che non ero più una bambina e for-
se solo ora mia nonna si accorgeva che ero cresciuta.
Anche lei ora non era più la strega di una volta, non andava più tutti i giorni
nei boschi a cercare le sue erbe, di erbe ne crescevano anche intorno alla casa
e usava anche quelle per ii suoi filtri magici a cui la gente credeva,
Un odore acre era per la stanza sporca , piena di polvere e ragnatele, ma mia
nonna non vedeva più bene e si muoveva a stenti ed io ero troppo intenta nei
mieii sogni di ragazzina , a guardarmi in quel pezzo di specchio mezzo rot
to.Guardavo il mio corpo che si trasformava, mi eccitavo al solo sfiorarmi, senti-
vo il bisogno di qualcosa ma non sapevo cosa
Un ragazzo che non avevo mai visto un giorno mi segui',quando imboccai la strada
per il bosco, mi blocco' e cominciò a guardarmi mi disse che ero bella , che era da un pò
che mi osservava, era un bel ragazzo , e all'improvviso cominciò a baciarmi.
Baci , io non ne avevo mai avuti , ero felice!
mi disse di andare con lui , voleva vivere con me ed io, non me lo feci ripetere due volte.
Avevo 11 anni, lui 15.
Dove andammo? ai limiti del bosco c'era una barracca, fu quella la nostra casa, il nostro
letto : un pò di paglia.
il giorno andavamo al mercato, rubavamo delle mele , un po' di pane, poi lui spariva ed
io restavo sola ed avevo paura, paura dei rumori, del verso dei gufi , dei topi e ce ne erano
di parecchi, poi tornava ma non mi diceva mai dove era stato e se domandavo urlava o mi
arrivava uno schiaffo.
Un giorno dopo il mio girovagare per il mercato, tornai senza aver portato un tozzo
di pane , lui era ubriaco, puzzava .Mi prese a calci e pugni nella pancia, in faccia,
nella schiena.
Sentivo un gran dolore alla pancia ,poi mi vidi il sangue scorrere tra le gambe,
io ero incinta e non lo sapevo.
Non mi portò neanche all'ospedale , tornai da mia nonna, fu lei ad aiutarmi a
non morire ma io ero morta già dentro, lui aveva ucciso il mio bambino, io non
l'avrei mai visto nascere e questo causò in me una strana malattia, , una voglia
di essere posseduta, una voglia di fare esperienze sempre nuove e dietro l'angolo
l'esperienza mi attendeva
Mi illusero che avrei provato nuove sensazioni, che avrei trovato il paradiso ed io
provai.
Si mi sentivo rinascere, ero allegra, facevo delle cose strane ma poi dimenticavo
tutto, mi sentivo la testa vuota,poi ancora il desiderio di provare, di rifarlo e cerca-
vo ma dovevo pagare
Rubai a mia nonna i suoi piccoli risparmi, una catenina con un medaglione
che ritraeva la foto di mia madre. conservai la foto e vendetti la collanina ed il
medaglione per una sola bustina, non sapevo più che fare,capivo che facevo
del male a mia nonna ma non avevo altra soluzione, ne avevo bisogno.
Avevo delle crisi non vedevo più , tremavo, avevo le convulsioni, la schiuma
mi usciva dalla bocca e fu cosi' che mi videro in un angolo della strada e mi
portarono all'ospedale.Qui cominciò la mia odissea, io non avevo più la mia bustina miracolosa,gridavo
mi sbattevo la testa al muro, dicevo parole incomprensibili e volevo il mio bambi-
no.
Fu durante una di queste crisi che raccontai alla mia mamma adottiva del mio bam-
bino, bestemmiai perchè Dio me lo aveva tolto e lei mi disse che non dovevo
piangere perchè io avrei perso ugualmente il bambino, se non fosse morto me lo
avrebbero tolto , l'avrebbero affidato ad una famiglia ed io non l'avrei piu' visto.
questo mi imbestiali' le dissi che era cattiva,scrissi parole incomprensibili poi più nulla,
Caterina scompare.
Al computer risponde un'amica di stanza :Sara
Sara dice che Caterina ha avuto una crisi e la colpa è stata causata per aver nominato il suo bambino.
Caterina è stata portata all'ospedale ma ha lasciato una lettera per la sua mamma .Il giorno dopo comu-
nica con un breve messaggio che Caterina è morta .. era piena di metastasi .Una zia venuta dalla Germa-
nia per il funerale prende il posto di Caterina nel suo account ma la foto ritrae una signora sui cinquant'an-
ni dice che la chiavetta del pc l'aveva regalata lei a Caterina ma ora la lascia a Sara perchè lei vuole conti-
nuare a parlare e chattare con me.la lettera non è mai arrivata..Strano, anche la zia di Caterina parla allo stesso modo,
stessi errori .. e poi una presenza strana tra le sue amicizie..si nomina la mafia, il patrino.. un titolare di casse funebri.
.personaggi che ritorna-
no anche nell'account di Sara.Alle varie domande , nessuna risposta, e poi: sta chiedendo troppo, poi la Cate-
rina zia scompare.. ed al suo posto c'e' Sara.. stessa foto di Caterina.
Quando la mamma telefona al parroco e chiede del funerale, le viene risposto che non è morta nessuna ra-
gazza, solo una vecchietta di 90 anni.Allora si sente presa in giro, scrive un messaggio su quell'account e riferisce quello
che aveva scoperto.
Rispondo io:Sara
dico che non doveva indagare , che fa troppe domande Caterina è morta davvero anche se non ora, ma è
una storia vera.
<<Io mi trovo in una comunità , ed ho creato questa storia solo per passare un po' di tempo.
Io , sono Sara ho diciassette anni, devo fare ancora un anno poi uscirò o se vorrò potrò restare ancora,
ma dove vado? Da mia nonna? Mio padre non vuol saperne di me, lui ha la sua famiglia non vuole drogati
tra i piedi.
Ho trovato mio padre su internet ma non voglio farmi riconoscere, per lui, anche se muoio non importa
io sono già morta per lui.
<<Da mia nonna a fare cosa? Mia nonna non ha più casa è in un ospizio ed io , dove andrò? Qui sono in
compagnia, ma devo stare attenta alla prima punizione mi sbattono a Napoli e da li usciro' forse solo morta,
difficile superare , difficile resistere.
Giuseppe è stato punito, lo hanno sorpreso con il cellulare ed ora è a Napoli, se in vacanza andremo a Napoli
forse lo vedrò, ma intanto ho altri ragazzi che entrano la sera e ci divertiamo.. il tempo passa.
-Io scrivo sempre alla mia mamma adottiva e lei si è affezionata a me.come potrete constatare , Caterina e Sara
stessa identità , stessa storia..ma è la mia storia. Io sono Caterina , io sono Sara io sono ancora viva ma per quanto?
La mia mamma vorrebbe vedermi, quando andremo in vacanza passerò con il pullman dalla sua città,forse
la vedrò, ma lei no ..non dovrà vedermi, ho troppo vergogna di farmi vedere da lei.
la mia mamma ha scritto una poesia per me ed io l'ho messa sulla mia bacheca,
Per un po' non c'e' più corrispondenza tra di noi , passa qualche mese prima che io torni a scrivere.
Dico che sono uscita dalla comunità , sto con un uomo molto più grande di me...
il mio uomo è lo stesso che appare nell'account come gestore di un'impresa funeraria.
Spesso sono sola, lui scompare per giorni interi ed io non ho neanche un pezzo di pane ,poi lui torna
e mi fa fare un lavoro che gli farà guadagnare molti soldi.
La sera si collega con altri uomini e donne, mi fa spogliare, si spoglia anche lui e ci mostriamo.
Mi fa dei filmini in posizioni oscene, mentre faccio l'amore con lui e questi filmini poi
li manda alle persone e loro glieli pagano.
Il mio viso non viene mostrato, ho sempre un fazzoletto che mi copre.
Scrivo anche al mo papà , dico che lo voglio vedere , ho il contatto del mio amico
e glielo do ,mi piacerebbe avere un rapporto con lui , lui mi rimprovera accetta
il mio contatto ma quando apre vede me che abbasso le mutande.
Richiude immediatamente e mi insulta , poi chiama sua moglie ed anche lei mi insulta,
non vogliono più saperne di me.. io reagisco male dico che è invidiosa di me.. che lei è
vecchia ed io sono giovane.
Lei mi cancella e lui pure ma prima lasciano un messaggio.. non dovevo piu' contattarli
per loro ero già morta.
Sono passati tanti mesi il mio account e' fermo, non ho più scritto niente .. resta solo
la poesia che era stata scritta per me, quella non l'ho cancellata..
Ora sono sempre Sara , ma con un cognome diverso.. chiedo l'amicizia alla mia mamma,
e lei accetta.. evidentemente non ha guardato nella mia bacheca.
Le mando un saluto in chat ...ciao
e lei risponde.. ciao
poi : cando scrivi una poesia mi la mandi?
-E' il mio modo di parlare e lei subito capisce. Mi assalta....
non posso mentire .. le dico che non sto più con il mio amico , dopo una crisi d'astinenza
sono stata all'ospedale dove tra l'altro mi hanno riscontrato delle cisti alle ovaie,ho sempre emorragie.
Sono tornata in comunità, è l'unico posto dove potevo andare, è questa la mia casa,
ora ho diciotto anni.Quando uscirò? Non lo so spero che Dio mi prenda con se, sto sempre
molto male.
La mia mamma mi ha perdonata ora mi scrive, mi ha dedicata un'altra poesia, mi dice che devo avere fede ,
che guarirò ed un giorno potrò vederla, dice che ci penserà lei a me,ma riuscirò a vivere?
Ci sarà un angolo di terra anche per me?
Il cielo accoglie tutti anche una piccola drogata come me.
Lassù troverò il mio Angelo, il mio bambino mai nato,
la poesia è come l'altra sulla mia bacheca.

Il suo nome è Camille
una bella foto, un viso sorridente, si si direbbe un viso felice , una foto scattata in un giorno importante.
Non so cosa l'abbia attirata nella sua scelta ,forse i miei link nostalgici, le parole che forse tutti pensano
ma non hanno il coraggio di dire..ed ecco l'amicizia viene accettata,
poche frasi banali , le solite , un a presto, a risentirci.
Camille non aspetta molto, il pomeriggio è di nuovo online , vuole parlare, fa capire che la sua vita e'
piuttosto triste,è sempre sola, sola con i suoi pensieri con i ricordi di un passato che la tormentano.
E' sposata ma ha un figlio di 15 anni avuto da un compagno che e' morto in un incidente,
Dopo un paio di anni si sposa , vuole un padre per suo figlio, la sua vita sembra cambiata ma dopo l'euforia dei primi
giorni,Camille è di nuovo sola ..il marito è sempre fuori per lavoro e le i rimane sola coni suoi pensieri.
Camille lavora in una compagnia aerea, spesso fa i turni di notte e durante una di queste notti, nel tornare a casa
viene trascinata in macchina da due uomini e portata in un luogo dove viene violentata .non può gridare, non vede la faccia
dei violentatori perchè legata ed imbavagliata.
tutto si consuma al buio mentre sente solo il rumore delle onde , da qui presume che sia stata portata sulla spiaggia.
solo un atto di pietà per lei che dopo implorava di riportarla sulla strada di casa..
Camille torna a casa, il marito dorme e lei si chiude in bagno e toglie quello sporco che ha addosso.. nessuna parola
con il marito, nessuna parola con nessuno ma si chiude ancora di più non mangia, non dorme , costretta a prendere ansiolitici,
soffre di attacchi di panico e non può sentire il rumore del mare.
Parlare con persone estranee su internet .. cercare di evadere scrivendo sensazioni, il suo dolore , la violenza subita non fanno che
attirare ancor più della gente maniaca..
Camille si attacca alla chat morbosamente si affeziona , ama la creatura che sta parlando con lei , parole d'affetto, parole d'amore
come una figlia per la propria mamma, ma troppo affetto, troppo amore .ed alla fine mi confessa il suo amoree per me.
lei forse ha sempre avuto un'ammirazione per le donne ma la violenza subita le ha creato un rifiuto per gli uomini.. Suo marito..non le
interessa , suo marito non la cerca e se la cerca lei rifiuta. Io non credo,penso sia tutto uno scherzo, ed un giorno, la tratto male ,
"Vattene, non voglio più saperne , mi stai col fiato sul collo, mi spii , io sono sposata , ho dei figli, dei nipoti cosa vuoi da me?
"Io ti amo , perchè hai paura del'amore?
che importa se siamo due donne, non devi vergognarti ..
lei piange è distrutta , tenta di ammazzarsi ..prende delle pasticche, vuole dormire per sempre , non soffrire più
"Aiutami solo tu puoi salvarmi,
"aiutami
"amami
"- no basta finiscila con questa finzione tu stai bene ... lasciami in pace!!!
Camille non mi risponde più
Ora mi preoccupo,
sento una cappa nel cuore,
non voglio che le succeda niente
non voglio rimorsi..
tutta la notte la chiamo, ma Camille non risponde, non risponde al telefono, nè in chat .
Il giorno dopo arriva un messaggio nel cellulare
sto male , tanto male non ho la forza di stare all'impiedi, stanotte ha dormito mio figlio con me,
deve venire il dottore,
solo tu puoi aiutarmi
amami ed io guarirò.
E' la fine di giugno,
una mia cugina si sposa ed io sono invitata al matrimonio
mia cugina abita a pochi chilometri da Camille
lei non ci vede più dalla gioia , ci vuole ospitare me e mio marito,
io penso che forse solo così posso constatare se effettivamente
dice la verità e dico
si va bene sarò da te solo due giorni poi ritornerò a casa.
all'arrivo alla stazione dovevamo prendere la metropolitana ,
lei era presente all'arrivo , ci ha accompagnati
e poi è tornata indietro , ci avrebbe aspettati
e' il 15 luglio.. un viaggio assurdo, stanchi , io e mio marito, arriviamo alla stazione e lei è li
puntuale come un orologio svizzero,
per arrivare a casa sua dobbiamo prendere due autobus..
lei è silenziosa , ogni tanto mi guarda, io sorrido ma mi sento imbarazzata.
Ed eccoci a casa sua, piccola pulita, silenziosa,la cucina con un piccolo separè
la stanza da pranzo la camera da letto , una stanzetta per il figlio.il bagno con doccia.
una casa che anche se in condominio, da tutto l'aspetto di una casa separata dal resto del mondo,
nel cortile non si vede anima viva, nessuna finestra aperta, un lungo cortile e pace tanta pace.
Era già ora di pranzo..ma non si parlava di pranzo, poi....
volete mangiare? vi faccio una insalata ..
il pomeriggio usciamo,dobbiamo fare il biglietto e cerchiamo una agenzia di viaggio..
la sera.. andiamo in un ristorante cinese.. lei mangiucchia, io la incito a mangiare le dico che è troppo magra .
torniamo a casa verso le dieci.. siamo nella stanza da pranzo .io lei, mio marito..poche discussioni,
molto imbarazzo ,Restiamo a parlare fino a tardi poi andiamo a letto.lei aveva preparato la stanza matrimoniale per noi,
lei avrebbe dormito nella stanza del figlio, il figlio , avrebbe dormito dalla nonna. il marito era in villeggiatura con i ragazzi della scuola
E' IL 16 Luglio ultimo giorno poi di nuovo partenza
la mattina passa veloce, usciamo, cerchiamo di nuovo l'agenzia di viaggi che il giorno prima era chiusa, facciamo ii biglietti,,,
lei è triste , silenziosa, per strada mi prende la mano e me la stringe forte .il pomeriggio usciamo di nuovo , altri acquisti per i nipotini..
anche lei ha un regalino per me un cuoricino, ed una collana, io le ho portato un portafoto fatto da me.
E' sera nella stanza non si vede più nulla la luce è spenta. lei e' seduta e piange.io non so che dirle.. mio marito sta in silenzio imbarazzato, .
di cenare non se ne parla.Restiamo al buio ed in silenzio per oltre due ore e mezzo, poi mio marito si alza strofinandosi gli occhi...
ho sonno .. io vado a letto..
rimango io e lei , al buio ,
nel frattempo lei si e' alzata per mettere in carica il cellulare , si mette a chattare..
rimango sola con il cellulare sono incuriosita.. la chiamo in chat con un account mio fatto apposta per lei per controllare il suo comportamento , lei parla con quest'uomo poi interrompe all'improvviso chiude il cellulare e mi siede accanto.
Sta piangendo , singhiozza e le lacrime le scendono sul volto..
le dico di mangiare qualche cosa e lei.. no non ho fame,
te lo preparo io.. devi mangiare... mi alzo apro il frigo
prendo il prosciutto, del formaggio e un grosso pezzo di pane.. metto tutto dentro e le dico: devi mangiarlo tutto.
e lei con piccoli morsi mangiava, sezzava il pane, lo metteva da parte ,
devi mangiarlo tutto è inutile che metti dei pezzi da parte..
e lei l'ha mangiato tutto
io avevo una fame da lupo... ma non lo dicevo....
oi posa il piatto, beve.mangia dei chicchi d'uva e mi guarda e di nuovo comincia a piangere.
le accarezzo il viso cerco di asciugarle le lacrime
lei mi prende le mani , me le bacia, poi avvicina il suo volto al mio ...mi bacia..
non ho saputo allontanarla ..ho ricambiato il bacio , sentivo tanta tenerezza per lei.
Era l'una passata , mio marito chiamava voleva che andassi a letto ed io mi sono alzata
vado a letto anche io .. e vado verso il bagno ..lei cerca di abbracciarmi di mettermi le mani addosso
ma io dico... nooo ..lasciami.
chiudo la porta , vado in bagno e poi dritta in camera da letto.
mi sentivo scombussolata.
Il mattino dopo
ci prepara la colazione
e' arrivata l'ora della partenza
Camille è triste
lungo la strada che porta alla stazione , camminiamo mano nella mano,
lei piange ,
e più piange , più mi stringe forte la mano .
sono sul treno ..
lei mi guarda , si strofina gli occhi..
il treno parte
alza la mano ,
mi saluta
e sparisce alla mia vista.
Camille mi bersaglia di messaggi, di telefonate, dice che non può vivere senza di me,
mi spia , chiede ogni amicizia in comune con me, non riesco piu' a fare niente,la notte mi da il suo messaggio di buona notte , alle tre non riesce a dormire e manda messaggi, alle sei sisvegliaaaaa e mi scrive.. parole d'amore, parole che entrano nel cuore.
Mi sento legata a questa creatura che dice di amarmi, che è pronta a morire per me. non riesco più a concepire l'idea
di non sentirla di non vederla.. sento che non potro' mai fare a meno di lei come lei non potrà fare a meno di me.
la vita gioca brutti scherzi..
non lo so cosa succederà domani ..
una cosa è certa .. io sono grande ...morirò sicuramente prima di lei..
una cosa è certa ... se io dovessi morire..lei morirà con me..
perchè' dove sarò io ..lei sarà con me..
ci sarà un posto, un luogo dove nessuno ci guarderà' maliziosamente, dove nessuno potrà giudicare i nostri sentimenti..
la storia di Camille non ha una fine..
lasciamo che il tempo passi, lasciamo che il nostro segreto sia sepolto anch'esso nei nostri cuori , nelle nostre anime..
segreto che nessuno potrà violare.
...

Io devo dire che le amicizie da me scelte sono state ben ripagate dai miei amici perchè sanno apprezzare ciò che io amo fare nella vita e non come tanti che invece dicono male di me senza saperne il motivo visto che nella zona in cui abito c'è tanto di quello squallore che davvero non dobbiamo trovare il giusto senso della vita.
La vita? che amarezza!

