Fra i calcinacci del mattino
fiammiferi di fieno son le deserte strade,
seta di luce ghiacciata quei prati di nebbia,
oceano d’ombre intirizzite dal silenzio
son scheggia di brina alberata fra spogli viali.
Zampilli stropicciati dal blu son le lenzuola,
cartoline di gigli danzanti partoriti sulle terrazze
come scrivanie di muri d’autunno imbrattate
fra tegole brune come fragole d’aprile sbocciate.
Un lamento di stelle è cicatrice d’una panchina,
foglia sconsolata è cinguettio d’un mosaico di vento,
una vecchia finestra schiude briciole di vernice
fra macerie di baci conversati nella notte addormentati.
fiammiferi di fieno son le deserte strade,
seta di luce ghiacciata quei prati di nebbia,
oceano d’ombre intirizzite dal silenzio
son scheggia di brina alberata fra spogli viali.
Zampilli stropicciati dal blu son le lenzuola,
cartoline di gigli danzanti partoriti sulle terrazze
come scrivanie di muri d’autunno imbrattate
fra tegole brune come fragole d’aprile sbocciate.
Un lamento di stelle è cicatrice d’una panchina,
foglia sconsolata è cinguettio d’un mosaico di vento,
una vecchia finestra schiude briciole di vernice
fra macerie di baci conversati nella notte addormentati.

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LA MIA LODE E LA MIA LIETA SERATA.
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