Era novembre
a recitar coi tuoi occhi
l’uscio di un crepuscolo
screziato d’aurore
e noi, innamorati,
sul pavimento delle nostre anime
cucimmo ninfee e battito di pianeti
in una conversazione d’atmosfere.
Gemmami addosso come caos
di cuor taciuto nell’immenso,
stringimi ai tuoi giorni
come strascico di poesia
nel ritratto di un nuovo riflesso,
siam bacio che illumina il vero
nel nostro intimo silenzio d’inverno.

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