Terzine di endecasillabi canonici a maiore in rime incatenate, partite riflettendo al volo su quanto sarebbe atroce un'eterna "immortalità" e poi dirottata mio malgrado sul solito chiodo fisso nel mio cuore.
Immagina un momento se esistesse
dopo la morte ancora un'altra vita
e come dicon spesso nelle messe
la sua durata fosse anche infinita
e per disgrazia somma ad osservare
dovessimo poi stare quelli in vita
per poter lor lagnanze soddisfare:
quale grande amarezza lo scoprire
che per tutti è normal dimenticare
chi dal regno dei vivi ebbe a partire.
Pure ch’era ogni giorno nei pensieri
di cui mai hai voluto riferire
per cui il cuore batteva fino a ieri,
t'ignorava da vivo e poi da morto?
Presa dai quotidiani suoi mestieri
il tuo nome in un tempo invero corto
avrà dimenticato e poi del resto
come le si potrebbe dare torto?!
Comunque penso ad esser tutto onesto
ch'anche se mi trovassi in “aldilà”¹
il mio sguardo sarebbe sempre desto
per cercar d'ammirare sua beltà,
il suo viso che i sogni sempre allieta
ora che son costretto ancora qua.
L'esser la mia condotta ‘sì discreta
non volendo apparir troppo opprimente
dà possibilità più che concreta
che della morte mia non giunga urgente
lieta novella in posti più lontani…
Magari con comune conoscente
parlando un dì di tempi assai lontani
dirà «Ma che farà “Come Si Chiama”?»
e le diran «Non è più tra gli umani!».
Frattanto il cuor mi batte e quindi l’ama.
¹: ne approfitto per ricordare la differenza tra “aldilà” e “al di là”; “aldilà” scritto tutto unito è un luogo metafisico immaginato in molte filosofie e forse in tutte le religioni che si troverebbe oltre l'universo reale e/o oltre la vita, in cui potrebbero esserci i nostri morti che, lungi dall'essere veramente morti, ci guarderebbero attendendo le nostre suppliche per accontentarci, mentre “al di là” scritto staccato è un'allocuzione avverbiale che significa “di là da un luogo”, “dall'altra parte”, “oltre”.
02/06/2025

Commenti
Premesso che sono radicalmente e irrimediabilmente ateo e materialista, voglio provare un momento a immaginare.... Ebbene, per un po' va bene, hai lasciato tanti affetti, ma poi che ci stai a fare? Guardi il telegiornale degli ancora viventi o vai a rovistare nelle anime di chi ti ha raggiunto?
Ovviamente sto scherzando, ma è tale la mia convinzione del nulla ultraterreno, che posso permettermi di farlo.
Non occorre che aggiunga commenti alla forma, come sempre perfetta, a partire dalla scelta delle terzine "dantesche" che si prestano particolarmente a questo tipo di riflessioni.
Il mio pensiero, caro ioffa, è che siamo Esseri di Luce, segregati in un corpo mortale e opaco, che ci limita terribilmente. Quando saremo liberi potremo splendere di uma Luce vivida ed intensa. Amare significherà illuminare tutto ciò che avremo intorno e ... saremo velocissimi! Che dici? Sarebbe bello, no?
Buona notte