Nella mia mente un sito di poesia è un momento poetico e culturale. Cultura è prima di tutto rispetto e appunto, qui letteratura?!? Che si formi un gruppo amatoriale e di amicizia prescinde poi dall'obiettività e dall'incontro nel sito, anche se il bello è avere caratteristiche diverse un pochino a disposizione di ognuno. Ciò che avviene nel commento e nell'esposizione dei testi.
Credo che Leopardi sia stato veramente triste, e Baudelaire irrequieto, e la poesia come tante volte scritto e letto è un veicolo. Anche senza essere poeta, di SOS chiari e scuri, ne ho a mucchi nei cassetti. Questo per dire che sono d'accordo con il pensiero di Amaddeo, mentre si scrive si è persone, forse tra i miei mille forse c'è anche la definizione di cultura che dice di stringere comprensione e non lasciare. Per la paura da lui esposta. Per sensibilità più sensibili o visibili.
E perchè forse chi tiene di più in mano la propria sensibilità è anche chi ha più bisogno di solidità intorno. Ed è più poeta.
Teoria? Il club poetico ha una caratteristica che lo rende amabile rispetto agli altri siti, e che all'inizio confonde. Si apre a tutto, a chi è noto e a chi no, a chi conosce tanta gente e a chi è solo, a chi scrive da sempre e a chi scopre una nuova consolazione, a chi trova l'unica via per apparire e a chi piace dietro le quinte. Alla rissa e al silenzio. Al canto
Nelle classifiche o nelle stelle come le chiamiamo non vedo sempre le poesie più difficili o preparate o le più belle. Vedo l'accoglienza, la comprensione, la vicinanza ad un'emozione, a un evento particolare.
E' stata una lezione di letteratura voler comprendere così, di rispetto. Perchè la poesia sono le nostre parole aspre e dolci storte dritte sbagliate monche urlate e sottomesse.
Imparare a distinguere chi siamo, e restare uniti. Qui in poesia appunto.
Difficile gestione, si.
p.s. io sono fragile e sparpagliata, se do di matto, fischiate forte per favore, l'email l'avete