Demetrio Amaddeo ha scritto:
E' sempre la stessa storia...i commenti gioia e dolore dei siti di poesia...però cerchiamo di non trasformare il tutto in una corrida anche se molte volte ci andiamo vicini...cerchiamo di usare il mezzo che "gentilmente" ci viene offerto per far conoscere la nostra anima "nobile", per comunicare e fare sapere....si perchè noi VOGLIAMO FARE SAPERE...vogliamo fare sapere di NOI...altrimenti non trovo spiegazione perchè tutti, chi ne ha le capacità letterarie e chi meno, si apre agli altri senza nemmeno conoscersi...si vuole essere giudicati non per la forma ma soprattutto per quello che si prova...e ci si continua a chiedere: è normale questa gioia, questo dolore?
Certo poi c'è chi ci marcia sopra e allora coscientemente o incoscientemente entra nella poesia, lascia un bacino e pretende il voto(commento) di scambio...perchè c'è chi sta bene solo se ha consenso, se viene considerato...facebook insegna con i MI PIACE...ormai su Facebook c'è il delirio...c'è chi posta una foto che si è rotto una gamba e arrivano i tanti MI PIACE...non so se è da biasimare chi posta o chi "piaceggia"
anche io non condivido quello scritto da Andrea Guidi, anche perchè ci leggo molta retorica, io se leggo e non mi piace lo scrivo...altroche...anche per questo mi sono fatto molti nemici in questi siti di "poesia"...
ci sono dei passaggi che non capisco,
tipo quando parli di anima "nobile" e quando sottolinei che vogliamo far sapere di noi. che ci apriamo senza nemmeno conoscerci.
Se scrivo, sicuramente sono nel testo, se pubblico in un sito cerco un parere, negativo o magari positivo. Ma questo comment- parere parla della poesia non pretende di insinuarsi in un "privato". Parla di comunicazione di emozioni, e le emozioni sono universali, uguali in tutti, nel sì e nel no. L'evento che le provoca
è un mezzo per sciogliere l'accordo poetico. C'è una parola che mi infastidisce ed è in questo caso "giudizio". Il commento è opinione, parere e dialogo, comunicazione di conoscenza di questo accordo. La poesia un'arte, anche. Riuscirò mai a scrivere poesia?
Una lettera dove racconto emozionando un evento commovente, è poesia? Per farla devo ricorrere a tutti i funerali compleanni nascite e matrimoni? O ci sono canoni, regole di non detto, fiati naturali che devono accompagnare questa emozione in uno stile, per quanto "libero"? Non parlo di versi in metrica, perchè lì è tutto più semplice e distinguibile.
Vorrei imparare ma rispetto a questa disciplina, ecco la richiesta dei commenti a chi ha la stessa passione. Comprender-si e confrontar-si in modo più intimo, verrà poi naturale, in noi, come in ogni dialogo soddisfacente di ogni giorno.
Parli dell'uso dei siti per mettersi in mostra, alle volta si devono chiudere gli occhi e non partecipare. Alle volte le parole giocano brutti scherzi.
Guarda per esempio i titoli in cartellone in Home Page:
in questo momento sono:
Questa paura - si chiamava Anna - notte d'estate - ri-tornai - io, cercando, me -malato terminale - standbay - vorrei essere - olive e vino - l'impossibilità di amarti.
te lo traduco:
questa paura si chiamava Anna. Una notte d'estate ritornai, io cercando, me. Ero un malato terminale in standbay. Ora vorrei essere di olive e vino, nell'impossibilità d'amarti.
visto? guarda che poesia
Le parole sono un banco ad ore ...l'ho scritto nell'ultimo testo ...
ciao, scusa se mi sono dilungata.