Sento spesso definire la poesia e chi essa vorrebbe scriverla essere definito.
Sento spesso parlare di poeti.
Sento spesso definizioni poetiche e temi definiti poetici.
Definisco il sentire profondo, sentire poetico.
Sento senza sentire che il poeta è gibboso esempio di asceta naif vegetariano d'un fantomatico nuovo millennio.
Sento parlare di profetiche barbe che indicano l'uscita per il dilemma esistenziale dell'io.
Sento il cinguettio della primavera o il silenzio invernale.
Sento, sento, sento...
Sento l'aria pervasa da un' ironica e sottile avversità verso il sentimento semplice.
Viva la semplicità!
Acciderba ma allora ho sbagliato associazione, chiedo scusa e venia per la mia " ignorantità".
Ma guarda che hai sbagliato, si dice ignoranza; no io tenevo conto della quantità dell'ignoranza.
Va bene nella mia ignorantità mi chiedo nuovamente:
"ma questo non è il CLUB POETICO".
Ah ho capito, da domani parlerò di come soffrono gli involtini nel sugo ristretto e non si dica che manco di sensibilità.
Questione appunto di sensibilità poetica.
Ah! Attenzione il cielo non è più azzurro con le rondini, oggi va di moda quello con il filtro antiparticolato.
Si, installato nel nostro cuore e nelle nostre menti.
Buona poesia sempre.