Se ne andò in un mattino di pioggia,
quando regalano i gatti al mercato;
con dietro un sole che si fingeva albicocca:
che sapeva tanto di un gioco prestato.

Quella mattina non poteva mangiare il fuoco:
sulla gola qualche parola
c'aveva fatto una rampicata.
Quella mattina con lo stomaco vuoto
una sola occhiata nelle lenzuola
per andarsene gli era bastata.

E pensò che si viene al mondo per una ragione,
pensò che si nasce per ciò che si deve:
che qualcuno c'ha messo in mezzo un bancone
e chi non riempie il bicchiere poi se la beve.

Se ne andò con le sue mani grandi,
che ingiustizia che non potesse fare
il verso di un qualche animale.
Se ne andò con quattro stracci moribondi
e tutto quel che non si può sapere
senza aver fatto almeno un carnevale.

Se ne andò con un cavallo
che solo lui diceva d'aver visto:
mentre lei si inventava un ballo
che se ci penso ancora non capisco

gettò il cappello e una vita bruciata.
Dopo tanti anni ancora non finisco
di veder da dietro quella sua risata.
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

RosaTutino
+1 # RosaTutino 21-11-2016 22:51
Molto bella, particolare, ricca,curata.
pierrot
+1 # pierrot 22-11-2016 07:34
Le tue storie sono poesie bellissime senza retorica
Grazie
Elvira Boychuk
+1 # Elvira Boychuk 22-11-2016 08:16
Bellissima ...complimenti !!!

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