Viso coperto

da maschera allegra
appare vistosa
a sguardi di gente.
E' carnevale
sotto la maschera
anche se allegra
due occhi
intrisi di lacrime
nascondono
il dolore del mondo.
1 commento
Cammino fra anime sconosciute
portando il macigno della realtà,
in nessuna di queste creature sordomute
risplende oramai la divina personalità.
Ondeggiano in un ritmo preciso
con regole scritte e decise da non so chi..
tutti uguali, in un grottesco unico viso
e l'onda del male sotterra la coscienza
che giace esanime qui...
La vita, ridotta ad una pozzanghera
con liquido putrido e stagnante
La vita..un quadro..".l'urlo"
i resti di un idea perfetta e sfavillante.
Sono sveglia, ho tanta paura di essere vista
non si accetta, è punita la diversità,
devo trovare la maschera giusta
indossarla e nascondere la mia fragilità.
Cammino barcollando,
un'anima sconosciuta,
il ricordo effimero...forse di quel peso,
oramai è lontano,
Nella trappola di una vita, ora carnevale
sono caduta ,
distratta accarezzo la mia maschera
con la mano.
Inizia un nuovo giorno, uno stiracchiamento e, prima del caffè impostare bene sul volto la maschera che
esprime:" tutto va bene, sono pronta per conquistarmi l'oggi"
E già è ora di andare in ufficio, nello scaffale delle maschere è quella con l'aria intelligente, se pur sottomessa, che si abbina meglio al tailleur bleu.
All'ora del te, siamo già a metà giornata, dalla borsa capiente è uscita, adattissima, la maschera con gli zigomi tirati e le labbra apena lucidate, ci sta bene anche l'acconciatura, ben pettinata e con il capello lucido.
e voilà!!!!!! pronta per l'esibizione.
In serata, già assapori una fine inevitabile, giornata pesante, da dentro al cassetto, insieme alle mutandine ben piegate, ti sorride la maschera per la cena, sguardo intenso, aria ispirata, bocca socchiusa ad un sospiro sensuale, promesse e..............
via di nuovo.
Poi,la notte; di fronte all'armadio c'è da fare una scelta, dilemma, se è il vero amore che ti sta aspettando, quello che ti scalda il cuore e ti porta lontano sulle ali di un mondo magico, non c'è dubbi è quella con lo sguardo sognante, lavorata in tessuto leggero, traspirante che lascia ben uscire il suono di note alte e silenzi evanescenti, spesso non è neanche necessario indossarla, infatti è l'unica che non si logora, resta quasi nuova,ma!!!!!!!!!! forse si adopera di meno.
Se invece c'è da scegliere per l'obbligo di uno stanco letto coniugale, con i piedi freddi da scaldare e il mal di testa da inventare, c'è di sicuro, quella maschera pallida, con le occhiaie pesanti e le labbra aride, c'è già anche incorporato lo sbadiglio.
Un bagaglio di maschere..............e non solo a carnevale.
La vita può essere un eterno, triste carnevale, però si corre un rischio, finite le maschere, non riuscire a riconoscere l'immagine riflessa nello specchio con stampato in fronte un punto interrogativo..........vivere o sopravvivere?
Un’ombra scorgo sul tuo sì dolce viso

che dà alla mia vita tristezza
e la priva d’un ingenuo sorriso,
perché il tacer d’emozioni, che in cuor tu hai,
oscura il mio sogno e scomparir fa quei giorni gai.
Or che lasciar mi vuoi senza ragione alcuna,
sento opprimente nel cuor scaturire una lacuna:
nel tuo distacco, da irrazionale qual io sono,
individuare voglio un tenero, ma indebito, perdono.
D’altro guado del nobile mio organo vital
c’è di me una parte che dice di liberar
la mente da sì devastante tormento
ché una scia dietro me lascia,
come se fosse, d’una tempesta, il vento.
Quell’ombra sul tuo viso, or che lo scherzo vale,
in una festa di letizia chiamata carnevale,
nasconde il tuo sguardo per confondere il tragico mistero
del tuo recitar di sempre, con l’ilarità d’un giorno intero.
Tutti a carneval agghindano il lor viso buffamente,
mentre tu lo celi ormai da molte lune tanto abilmente!
La mente tua assuefatta a un sì crudele gioco
d’ipocrisia, trasforma il nostro amor da festa in rogo.
Fingendo d’esser gaia per mano ancor mi terresti,
ma ora sei colei che del mio amor senza resti!
Travisando il cuor, bruci l’amor col fuoco
in modo ch’egli, tra noi, muoia poco a poco.
Odio l’alba ingenua
e sfogliar margherite
baciare serpi
sfoltendo rimpianti
Disprezzo le stelle
sono scheletri nel buio
anime dal cuore niveo
che traforano l’imbrunire
Disdegno l’oceano
dove balla la solitudine
in cantici ignorati
e cintati lontano dal battito
Mi situo in letargo
per destarmi a carnevale
tra maschere, sussulti e risate
e muoia spleen per un dì



