questo sentirsi donna,
devo ammetterlo,
avete ragione!
Voi donne siete uniche
non sbagliate mai
devo dirlo,
siete più forti di noi!
Quanta rabbia mi fa
questo vostro orgoglio,
il saper essere perfette,
sapete amare.
SI! è vero siete proprio speciali.
Quanta rabbia mi fa.....
vorrei essere anch'io come voi!
svelatemi il segreto,
per farmi perdonare
degli errori miei.
Ormai tu sei invecchiata e io sono stanco
ed i miei occhi non vedono più bene,
sdoppiano i tuoi contorni,
non mettono più a fuoco le figure,
ma dentro ti ritrovo sempre intatta,
una foto perfetta del nostro primo incontro,
un'immagine che non cambia
con il trascorrere feroce del mio tempo.
Eri sul marciapiede a pochi metri
dai miei cartoni, dalla mia intera casa,
passavi in fretta, non mi hai nemmeno visto,
nascosto come ero per il freddo
sotto quell'arco antico sotto vento,
ma hai distrutto per sempre il mio destino,
il mio girovagare senza scopo,
il mio fuggire deciso,
il mio rifiuto di una vita senza senso.
Ti ho dato un nome solamente mio
l'unica cosa che potevo dare,
l'unica cosa che potevo fare
per incatenarti alla mia fantasia,
a desideri che non dovevo avere
a desideri, che era doveroso cancellare.
Vorrei aver bevuto meno vino,
esser rimasto quel che ero un tempo,
ma le mie tasche erano ormai vuote,
ero un rifiuto e mi piaceva tanto
ero un qualcosa che non è più vivo...
meno di niente, un signor nessuno
che vive di pietà ed è contento.
Per anni ed anni hai rotto il mio disegno,
camminavi sul marciapiede a pochi metri
dai miei cartoni, dalla mia intera casa,
passavi in fretta, non mi hai mai visto,
sotto quell'arco antico sotto vento
o alla sua ombra appoggiato al muro.
Da lì ho visto tutta la tua vita
ho visto un uomo per un po' di tempo,
poi ho visto i tuoi figli,
le tue rughe, i tuoi capelli grigi,
ti ho vista nel trascorrere degli anni,
ho visto che invecchiavi ed eri bella.
Ti chiamavo a bassa voce
con il nome che ti avevo dato,
quel nome che per me è soltanto tuo,
l'unica cosa che potevo dare,
l'unica cosa che potevo fare
per incatenarti alla mia fantasia,
mentre aspettavo di compiere
per intero il mio viaggio
stando con te negli occhi e dentro al cuore,
senza muovermi di un metro
da quel posto.
Un fiore che sboccia
brutto anatroccolo
che in bianco cigno muta
Donna creata
la grinta di una pantera
nell'animo la sensibilità
di un angelo
Nascosta al mondo piange
per un viso livido
trovando buffe scuse
per un'amore duro
ma vivo nel cuore
Canta la gioia
camminando per strada
fiera
l'andatura elegante
su vertiginosi tacchi
Vive la notte
nel mestiere più vecchio
se pur il cuore sanguina
ed i sogni annegano
in un mare inesistente
Donna nata per amare
ed essere amata
si commuove per un fiore
donato per amore
E' amante, amica, compagna
e madre
qual privilegio più grande
mai Dio poteva donarle!
Fiore che sboccia
nel vento del tempo che vola via
crudele
piano appassisce
senza cedere
la passione di vivere
perchè così è la donna
meravigliosa creatura
Felice sono di essere donna
non solo l'8 marzo
ma eternamente
Spazi infiniti e fertili
i tuoi pensieri stupendi
sei una creatura fatata,

nella mente dal principio
sei stata creata…
Il profumo di donna
il tuo vero profumo
non è ancor inventato
il mistero che nasce da te
non ancora svelato.
Sei la rosa che sboccia all’alba.
Sei la rugiada che disseta al mattino.
Sei una lacrima dolce e amara.
Sei tu…la donna, un pensiero divino.
Quale che fosse il tuo ruolo
e la tua terrena presenza
allevia la solitudine e la sofferenza
poiché tu,
sei e dai la vita
e nella vita sei l’anima e l’essenza.
Donna
solo tu
conosci il segreto
per entrare
prepotente
dentro il cuore.
Solo tu hai la chiave
per aprire la porta
dell'amore.
Donna
sei speciale
sai far innamorare
lasciando un segno
indelebile
che neppure il tempo
potrà cancellare.
A 24metri in Asch building a New York City
146 schiave vennero uccise
chiuse come pollame
sfruttate da uomini che le an uccise
commemoriamo in festa la loro uscita
piccoli sogni umiliati. 146 poesie in mimosa scritte.
Giallo schifoso su verde contorno
pianta finta con odore acre
come fumo che conserva pene
146 fiammiferi accesi ,hanno dato a noi
la data scritta in cemento grigio
e noi, polli moderni ci rinchiudiamo
in squallido cemento ora
a festeggiar che cosa?
Io piango
e le ringrazio
per il cambio della storia
per voi 146.
S’illuminano i nostri sguardi
sempre più ricchi di te
vagando nelle lunghe ore del tempo
mietendo l’essere tuo di DONNA
del tuo pregiato sorriso fiorito
aroma intenso di mimosa.
Ti si promette amore
amore che tu sai far crepitare
come fascine ardenti
domando giorno dopo giorno
cuori avvolti d’angoscia,
seducente, ti si addice il vocabolo
- Magnifica DONNA -.
Creata fu per dare all’uomo completezza
e Lui curò anche la sua natural bellezza
per far sì che tra loro nascesse l’amore.

Già da allor la donna fu compagna fondamentale
che per l’esser primordiale, fu essenza vitale.
Nel trascorrer le lunghe ere, pilastro è sì importante,
pel focolar ch’ella premurosamente attende,
amorevole coi figli e deliziosa come amante
per colui che ha sorretto, in vita, costantemente.
Dell’Onnipotente è la più perfetta, magnifica Creatura
e ciò l’avvalora in tutti i frangenti e in ogni momento,
con la dolcezza sua e l’impareggiabile bravura
nel consolar lo sconforto o uno straziante tormento.
Di generar, a lei è dato privilegio da quando il Mondo fu
ed ora finché, per utopia, questo non esisterà più,
Per lungo tempo nel grembo i suoi figli protegge
e d’uopo è che, per tal impresa, al merito approvino una Legge
e perché no, per chi d’accordo non è non tollero commento,
alla sua straordinaria esistenza innalzerei un monumento!
Gira fra le cose importanti
dello scrigno di polveri
poggiata a un bastone
che cederà –facile -
al suo peso di nervi
Lo sguardo al mosaico
di pampini sul pavimento,
cerca l’ago e la cruna
il bandolo e fibre scucite
dalla trama dei nomi
In un sincopato balletto
braccia al cielo e occhi nodosi
fa il verso ai suoi anni lontani
“Eh, questi uomini! il migliore
non l’ha conosciuto nessuna…”
Torna a riempir la poltrona
con incognito riso
e la memoria, fuggente
Scivolammo impauriti
Verso cieli nuovi
Mentre festanti

Ricamammo calze per la notte
E cuscini di seta
Ti feci donna
donna distratta
donna libera
creatura indelebile
dalla mia quotidianità...







