gemme preziose adornano sonnolenti rami
al risveglio dal lungo dormire.
Timide foglioline si schiudono al dolce clima
accompagnato da giornate che si estendono
alle ore della sera.
Variopinti volatili con soavi cinguettii
allietano l'aria di canti idilliaci
danzando con grazia i loro balli d'amore.
L'anima s'inebria della nuova stagione
nutrendo desideri e passioni
mai sopite dal freddo e dalla neve.
Chiudi gli occhi o fanciulla e respira freschi profumi
lasciando che il sole baci la tua pelle
vibrante alla carezza del tiepido zefiro.
Un piccolo seme

moriva di noia,
qualcuno gli disse
bisogna aspettare.
Nascerai a primavera
sarai un piccolo fiore
delicato ma importante,
profumerai d'intenso
risveglerai il sole
che busserà luminoso
alla porta della piccola marmotta
destandola da un lungo letargo.
Richiamerai la pioggia
che farà crescere l'erba
rinvigorendo i campi.
Darai gioia a stormi di rondini
che torneranno dopo un lungo migrare,
ravviveranno i tetti delle case,
rimaste troppo a lungo al gelo.
Sei un piccolo seme,
nascerai a primavera,
sarai fiore nei campi,
darai vita alla vita......
E' nel tuo esserci e non esserci
che io vivo la mia primavera
lì dove le tue parole fioriscono
dolci come un tramonto sul mare
e le tue assenze scavano
interminabili e feroci
spietate come il falco che nel becco
stringe la preda viva che si dimena
urlando il suo addio alla vita.
Nutro di te la mia fantasia
fatta di attimi sospesi
tra il nulla e il tutto
in un frammento di inconsapevolezza
che ci vede uniti e complici
nella favola di folle incoscienza
dove il mio mondo viene squarciato
accecato dalla luce di tanta gioia,
lo stesso che a lungo è stato
sempre chiuso a chiave
con occhi bendati e bocca muta.
Amor mio ....
stringo con ferocia tutto questo
con la disperazione di chi ha timore
che gli venga tolta l'ultima promessa
in un'inverno dell'anima
dove l'estate è morta
per un'attimo di illusoria primavera.
Ho confessato di te alla solitaria quercia
con il canto dell'aquila
e ho inciso sull'anima con linfa vitale
la memoria delle tue carezze.
Le amorevoli braccia della centenaria
mi hanno avvolto nell' ombra
coccolandomi alla brezza del vento
e lasciandomi addormentare con te nel cuore
sorridente alla tenerezza di un pensiero d'amore
sbocciato in primavera.
Le nuvole, fiaccano il sole,
la nave cala le vele
sull’azzurro e profondo mare
e sull’onda stanca
l’inverno, dorme come un bimbo
sul caro respiro.
E bisbiglia parole Eolo,
vagando lieve
in rarefatte e lontane mete,
sbriciolando e ferendo i percorsi,
spaccando orizzonti di spinose realtà,
e fermate colme di solitudine.
Spiega nuove ali la primavera,
c’è sempre una ragione per vivere,
nuova luce, da assaporare
facendosi cullare da nuove, emozioni,
scolpendo nel libro del cuore,
nuovi viaggi, nuovi sogni.


