di questi giorni di maggio
dove anche le viole piangono
e i tenuei odori conosciuti

hanno lasciato il posto
a piedi che calpestano
e a tante voci
che indifferenti e ciarliere
forse per non ferirsi o pensare
cinguettano come fosse ancora festa..
poi ci sei tu
che mescolando lacrime di gioia e di dolore
rendi il paesaggio piu' umano
con i tuoi pensieri vigili
amorosi
a volte amari o silenziosi
così scandito
è il senso del tempo vero
quello che tutto non è uguale
e niente è al suo posto o perso
dove anche le anime che sono state violate
vibrano ancora nel cuore
e le ferite restano,
coperte di sale
e amore
Stamattina mi sono svegliata,
Ossi era tutta imbiancata,
immacolata...
ho gioito a metà.
I miei piedi hanno calpestato la neve
soffice come piuma,
e come sempre
ogni cosa mi riporta indietro...
E ricordo quel mattino di fine Gennaio del 2005,
quando ti alzasti dal letto e i tuoi occhi videro dalla finestra
quella neve candida,
un sorriso affiorò alle tue labbra.
Hai indossato un pesante giubbotto, la sciarpa e i guanti
e malgrado facevi fatica a camminare sei voluto uscire,
volevi calpestare quella neve candida e soffice,
appoggiato ad una macchina
guardavi gli altri che giocavano a palle di neve...
forse avresti voluto esserci anche tu in mezzo a loro,
ma non potevi...
era troppo per te,
a malapena ti reggevi in piedi...
piano ti sei incamminato seguendo gli altri,
volevi anche tu fare un giro...ma quanta fatica!!!
Io ti guardavo dalla finestra,
mi faceva male il cuore ma ti sorridevo come sempre,
di nascosto ti feci anche una foto...
Fu l'ultima neve per te...
Ma quel ricordo
è fermo nella mia memoria come fosse oggi...

Sulla metà
la sfida del tempo
Scende una lacrima
e bagna il triste viso,
lacrima sofferta

di parole amare
che pungono
e come spine
traforano l'anima.
Ma una luce
all'orizzonte
regala poi un sorriso
cancella la tristezza
segnata su quel viso
ridona gioia al cuore
regina, tu ti senti
pianger non vuoi più
quel sorriso è dentro te
lo conservi come un fiore
della vita è questo amore.
Spine di rovi pungono gli occhi
stille amare
scivolano lente
balsamo rigenerante
per un cuore che sta per scoppiare
gravido di mestizia,
nell'osservare
come il mondo di cattiveria
vestito e truccato
di lordura imbrattato
Una lacrima sta li
dal viso non cade
in goccia nera muta
tatuaggio perenne
mi sento un Pierrot
pagliaccio triste sotto
la pioggia battente
di una primavera che
nascere non vuole
Piovasco triste e dolente
è Dio che piange addolorato
si, perchè anche Dio piange
per le anime innocenti
dalla follia dell'uomo
uccise
dalle morti che la natura
ribelle con se trascina
per questa terra creata giardino,
ora più simile all'inferno
che ad un paradiso
Il pianto diventa sterile
a lungo andare
forza e volontà dobbiamo scaturire
tenendoci per mano
e far rinascere il sole
che asciughi questo lago
e muti in oasi colma di sorrisi,
forse ancora lacrime dagli occhi
nasceranno
ma lacrime di gioia
perchè anche di felicità
si piange.....
strettamente
mi annodo col sale
ferma
in agonia
tra le costole
un lampo
e sobbalzo
mi scaldo
in moto ascendente
lento e graffiante
di volute grottesche
offusco le tempie
invado bacini
già inariditi
silente e crudo
sorso di gelo
in lotta sugli argini
vinco
trasparente caduta
di velo
su afone note
riso che muore
e lavanda dell’anima
sono
Vola in alto sogno a perdifiato
raggiungi il limite dell'infinito
fino a raggiungere l'universo
unisciti a me nella follia di un grido
l'urlo immortale del nostro amore nudo
non aver paura al cuore di mostrarsi
che anima bella sei amore mio
da lasciarmi senza parole perdio
piango lo vedi l'emozione annega
è un dolce dolore l'amore che prega
non dimenticare, non devi svegliarmi
lascia che io muoia beata con il cuore in gola
squarciando l'anima alla luce della gioia
mille parole si fermeranno all'istante
in un'eclissi d'amore dove tu su di me
lascerai che io creda di essere
unita eternamente a te.
Le mie lacrime aprono
la mente
ai ricordi
più genuini
della mia vita
Dimentico
il mio dolore
con gocce
di lacrime
che sorgano
il mio viso rugato
Dimentico
del mio morire
con gocce
di lacrime
che scendono
come gocce
di riggiada
sul prato verde
della mia vita
Le mie lacrime aprono
il cuore
ai veri amori
finiti
ma mai
dimenticati.
Una lacrima appesa al mio viso
accompagna il ritmo del viaggio.
Qualche volta sparisce
per tornare piu` bella e
trasformarsi in poesia.
Quando strizzo gli occhi
scivola sulla mia guancia
precipita su un foglio di carta
e si racconta.
Possa il mio pianto e il suo frutto
vedere oltre il confine degli occhi,
laddove io non sono mai
riuscito ad arrivare.
Buon viaggio figlia mia
sei nata dal dolore,
ma conoscerai
l’Eternita`.
Oh! dolce fanciulla
che gioivi al nuovo giorno
felice,spensierata,
salutasti il tuo amore
con un breve messaggio:
ci vediamo stasera...
Ma fu subito buio
nei tuoi occhi splendenti
una mano assassina
t'ha rubato la vita.
Adesso si piange
una cara fanciulla
che nemmeno una lacrima
è riuscita a versare.
Gioivi quel giorno
non potevi sapere
che una mano crudele
ti spegneva il sorriso
Oh! dolcissimo Angelo...








