Pasqua.
Ho gaio ricordo di te
nei sorrisi di bimbi
tra fili di palma intrecciati
e i ramoscelli d’ulivo
quando era pieno quel credo
che riempiva l’anima
dentro le lacrime di Maria.
 
Ora ti vedo
come i cuori in croce
colomba di pace messa in gabbia
nell’utopica resurrezione
tra i vagiti di agnellini
in vicoli saturi di falsa pace
nel Via Crucis di uomini
sempre più silenti.
 
Perdono.
Fisso quella croce
saggiando grande disagio
nell’illusione di un mutamento
dove l’uomo avvolga l’uomo
al rispetto della vita
nell’intervallo di una Pasqua
dentro ogni cuore.
Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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