Si bagnano i verbi
tra i colori autunnali
e un battere ansioso dentro
accelera le vie del tempo.
Odio l'autunno
e il suo malinconico venire
ove la rima è un inganno
che ti porta tra le spire
sempre più lontano.
Odio l'autunno
e il suo morir di foglie
tra brezza e affanno
che toglie tutte le voglie
dei giorni che contano.
Odio l'autunno
che frantuma il sole
e lascia dietro un altro anno
seccando le aiole
tra i ricordi contromano.
che sfiora il tuo viso,
suonano le foglie morenti
soffocate dal vento...
Soffia ad ondate leggere,
caldi colori fluttuano,
danzano e coprono la terra.
L'autunno è la maschera della
morte, la vita svanisce nascosta
dietro una tiepida bellezza.
Non è di foglie e
colori la tua maschera,
con parole e inganno
copri le tue colpe...
Hai scelto di non credere
nella salvezza di un'anima marcia,
e ora nascondi le tue piaghe.
La verità è che ci
vergogniamo di noi stessi
più di quanto siamo
disposti ad ammettere...
Ma non copriranno il tuo
cuore i caldi colori
d'autunno...
Non c'è maschera
per i tuoi occhi.
deciderai di togliere
i tuoi calzari alati
e fermare gli occhi
sì
per raccogliere
questo sterminato rosso?
recisa dal freddo
morta più volte
al fiore ho legato la linfa
Il mio profumo, quello
non ha nome

la luce fioca del giorno
lento e privo di colori.
Camminando sul sentiero,
sento il dolce sussurrare delle foglie,
parlano del tempo ormai perduto.
Le nuvole si aprano e il sole lieve,
illumina il sentiero,
il fruscio delle foglie cadute,
di colore rosso oro,
fanno da tappeto ai passi.
Un quadro si apre,
all'artista che con
maestria ritrae,
i colori dell'autunno.
Dipinge con il pennello,
l'oro delle foglie del platino,
il rosso delle querce.
Il poeta si riempie
dei colori respirandone l'incanto.
La sua penna diventa pennello,
e traccia parole e versi,
sulla foglia ingiallita del tiglio.
Par danzare ora la foglia,
con i suoi versi incisi,
trasportata dal vento,
si posa impregnando la cura terra
di parole inquiete del poeta.
Il profumo del mosto si mescola,
l'aria umida richiama a se
il marrone delle castagne,
mentre una dolce malinconia
avvolge i cuori del pittore
e del poeta d'autunno.
dopo una notte
di vento e pioggia.
Una delle tante
tempeste autunnali
La luce del giorno
mostra i danni causati
Le povere foglie
strappate dai rami
Le piante piegate a terra
un’esplosione di colori.
di ombre e di lune
il senso sicuro
di queste rovine
Non servirà vestire
di suoni e colori
il corpo malato
del nostro cielo consunto...
Non è sempre/solo una croce
incollata sul tramonto
a indebolirci l'anima.

le gambe, in quelle foglie
di ottobre, quelle foglie
che ingiallite vorresti
calpestare e scivolare
per non raccontare
niente, e chiuderti in quel vuoto
senza che nessuno ti veda
ed oltrepassa la luna sbiadita
folta chioma di stelle
con sangue di inchiostro
semini scompiglio
nei cuori a passeggio
tra le parole desolate.
Ancora tu,
vestita d'angelo
su barche di luce
che solcano le onde
avverse della memoria.
Ma un soffio di vento
avvolge i ricordi
con le foglie
cadenti dell'autunno
ed il mio desiderio
è solo una mano tesa
oltre il vuoto inutile
di una notte precipitata
troppo in fretta
da questo cielo oscuro.








