Una donna è come un raggio di sole a riscaldare i contorni della vita.
Senza di esso, l'uomo risulterebbe grigio e buio anzi, privo di senso.
Senza di esso, l'uomo risulterebbe grigio e buio anzi, privo di senso.
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Imprigionata la luce
tra i fasti dello splendore
che acceca,
sono vertigine
curiosa di un profumo
di salsa profusione,
avvolto il mio corpo
tra le maglie di un sorriso
ricerco la ritrosia di un sì
che m'intenerì e mi spossò.
La notte è il ponte dei pensieri,
non c'è il baratro che ingoia,
e sono eco che rimbalza muta
alla ricerca di un incavo
nel tuo cuore.
tra i fasti dello splendore
che acceca,
sono vertigine
curiosa di un profumo
di salsa profusione,
avvolto il mio corpo
tra le maglie di un sorriso
ricerco la ritrosia di un sì
che m'intenerì e mi spossò.
La notte è il ponte dei pensieri,
non c'è il baratro che ingoia,
e sono eco che rimbalza muta
alla ricerca di un incavo
nel tuo cuore.
Aho’, ma che dovemo festeggià ?
Proprio ‘e donne volemo ‘nfinocchià ?
Prima je famo girà la testa
E poi vojamo puro faje la festa ?
Solo perché qualcun de loro
se n’è uscita fori dar coro
da crede de poter gioire,
de ciò che je toccava infin godere.
Nun è pe la diversità dei sessi
o per il valore degli annessi
che l’omo po’ pensà
d’esse er più forte in questa umanità,
ce vole testa, core e tanta dolcezza,
unita a tanta, tanta capacità
pe fere quello che se deve fa.
Omini e donne so la stessa cosa
Nun so diversi, so come la mia sposa
chi me somiglia in personalità
tranne che …in quella cosa la !
Chi è er migliore ? Lo si vedrà !
Solo la vita lo stabilirà.
Sono sicuro c’a donna sta a portare
‘na nova linfa pe rigenerare
er monno fatto de complicazioni
proponendoce altre soluzioni.
Perciò se ‘na festa sa da fare,
nun de differenze s’ha da parlare,
solo de parità raggiunta
tra omo e donna e che non sia…presunta !
Proprio ‘e donne volemo ‘nfinocchià ?
Prima je famo girà la testa
E poi vojamo puro faje la festa ?
Solo perché qualcun de loro
se n’è uscita fori dar coro
da crede de poter gioire,
de ciò che je toccava infin godere.
Nun è pe la diversità dei sessi
o per il valore degli annessi
che l’omo po’ pensà
d’esse er più forte in questa umanità,
ce vole testa, core e tanta dolcezza,
unita a tanta, tanta capacità
pe fere quello che se deve fa.
Omini e donne so la stessa cosa
Nun so diversi, so come la mia sposa
chi me somiglia in personalità
tranne che …in quella cosa la !
Chi è er migliore ? Lo si vedrà !
Solo la vita lo stabilirà.
Sono sicuro c’a donna sta a portare
‘na nova linfa pe rigenerare
er monno fatto de complicazioni
proponendoce altre soluzioni.
Perciò se ‘na festa sa da fare,
nun de differenze s’ha da parlare,
solo de parità raggiunta
tra omo e donna e che non sia…presunta !
I tuoi passi
risuonano per le scale,
sono i battiti di un pendolo,
rincorrono
l’animosità del tempo
e tacitano la voglia
di un richiamo.
Scendono con te
le paure adulte
di un’età indifesa
quando fu il volo
spazientito dei ricordi
a fasciarti la vita.
I tuoi passi
dominano il varco
di un’allegra luce,
salutano le mura
che edificai a difesa.
Scendono
e sembrano non finire.
risuonano per le scale,
sono i battiti di un pendolo,
rincorrono
l’animosità del tempo
e tacitano la voglia
di un richiamo.
Scendono con te
le paure adulte
di un’età indifesa
quando fu il volo
spazientito dei ricordi
a fasciarti la vita.
I tuoi passi
dominano il varco
di un’allegra luce,
salutano le mura
che edificai a difesa.
Scendono
e sembrano non finire.
un giorno solo
comandato dal Tempo
non vale il fuoco ardente e vivo
che da millenni accende ogni Tuo sguardo
- e Tu, soltanto Tu… sai mantenere acceso -
Non importa se le albe ed i tramonti s’alterneranno ancora, danzando
e levitando ogni magia... perché mai ti stancherai
d'essere favola eterna dai morbidi velluti
E mai risparmierai gli abbracci
e le alcove delle sognate certezze tra ricamati baci
- rotondità che solo Tu sai avere sommando incanti d'Amore pieno -
L’orologio si è fermato
-ancora una volta-
contro il tavolo di marmo
apparecchiato, come sempre
ad aspettare
un’altra notte senza luna
fredda come un pugno
insonne di ferite
“ma i bambini stanno bene”
-ancora una volta-
contro il tavolo di marmo
apparecchiato, come sempre
ad aspettare
un’altra notte senza luna
fredda come un pugno
insonne di ferite
“ma i bambini stanno bene”
Stavolta le tue acque convergono
nel tuo grembo, illibata parentesi
di un’onda di piacere,
poi sfrontata percussione dei sensi
che agevolano i pizzicori della carne.
Voglio regalarti l’ultimo oro
che disperde dai canopi il sole,
poi la memoria t’incendia gli occhi
e sulla sabbia mi accoccolo
per vivido sentire della voce.
Stavolta le acque le assaporo
nel tuo grembo, scrupolosa
scopri il riso che sa di sale
e ventili riflessi tra le dita
come eccesso di carezze sulla pelle.
Voglio regalarti le ultime energie
che dai ventricoli trasuda il cuore,
poi la lotta districa l’arrendevolezza
e conto per te a distrarti i sassi.
nel tuo grembo, illibata parentesi
di un’onda di piacere,
poi sfrontata percussione dei sensi
che agevolano i pizzicori della carne.
Voglio regalarti l’ultimo oro
che disperde dai canopi il sole,
poi la memoria t’incendia gli occhi
e sulla sabbia mi accoccolo
per vivido sentire della voce.
Stavolta le acque le assaporo
nel tuo grembo, scrupolosa
scopri il riso che sa di sale
e ventili riflessi tra le dita
come eccesso di carezze sulla pelle.
Voglio regalarti le ultime energie
che dai ventricoli trasuda il cuore,
poi la lotta districa l’arrendevolezza
e conto per te a distrarti i sassi.
Dolce mese di passaggio
costudisci nel tuo ottavo sorgere del sole
un grande omaggio
ad un fiore che la nautra ci ha regalato
e dal quale noi iniziamo il nostro viaggio
difficili e lunghe le stagioni fredde del suo percorso
ma forte e grintososa la sua stoffa
a ricordare tante prodezze
poniamo ricordo in questo giorno
maggio soffio di vita
soffia nei pensieri e dentro i cuori
alimenta il rispetto di questo bellissimo fiore
ricorda all'uomo da dove sorge la vita
non permettere ai pregiudizzi di toglierle luce
falla crescere splendente
e nutrila col la tua linfa migliore
merita tanto tutto questo splendore
costudisci nel tuo ottavo sorgere del sole
un grande omaggio
ad un fiore che la nautra ci ha regalato
e dal quale noi iniziamo il nostro viaggio
difficili e lunghe le stagioni fredde del suo percorso
ma forte e grintososa la sua stoffa
a ricordare tante prodezze
poniamo ricordo in questo giorno
maggio soffio di vita
soffia nei pensieri e dentro i cuori
alimenta il rispetto di questo bellissimo fiore
ricorda all'uomo da dove sorge la vita
non permettere ai pregiudizzi di toglierle luce
falla crescere splendente
e nutrila col la tua linfa migliore
merita tanto tutto questo splendore
L’azzurro mare,
il verde che uniforma,
il blu cielo frastornato.
Sono colori a riposo
nell’iride lucente
dei tuoi occhi.
Una linea immacolata
di confine
tra le scure ciglia
che zittiscono.
La primavera fiorisce
il tuo sguardo.
Celia coi capelli,
memore d’infanzia.
Acquieta le pieghe
che lisciano i tuoi fianchi.
Non più confonde
il presagio della luce.
E sfoglia i tuoi silenzi
in arco del pensiero.
Tu vai a bella posta
coi colori che porti.
Col capo sulle spalle
a spezzare l’ansia.
A sparpagliare le foglie
della tua anima.

Gocce di vita
in un mare di speranza
ed il sole
accende la luce
cambiando
il colore degli occhi
perché han pianto.
Lacrime improvvise
parevano disperdersi
dentro un fiume impetuoso.
Gocce di donna
cadevano leggere
ma senza nascondersi
dietro un muro d’onta.
C’è sempre il sole
ad accendere il sorriso
dentro un pianto...
ed il sole
accende la luce
cambiando
il colore degli occhi
perché han pianto.
Lacrime improvvise
parevano disperdersi
dentro un fiume impetuoso.
Gocce di donna
cadevano leggere
ma senza nascondersi
dietro un muro d’onta.
C’è sempre il sole
ad accendere il sorriso
dentro un pianto...





