Nella casa che aveva il tuo profumo
silenziose erano le stanze
un alone di mistero
tra antichi mobili e ritratti aleggiava.
C'era il tuo amore
che copriva ogni cosa.
Gli aromi dei cibi
il grammofono rotto,
la bianca credenza con i bicchieri riposti
e tu regina sorridente
intonavi un canto
con i capelli annodati in una treccia brizzolata.
Hai cresciuto i miei anni
li hai posto i miei sogni
sopra un grande cortile
dove il mais stava steso ad essiccare.
li vorrei tornare
 quelle mura che sapevano di buono
rivedere il tuo volto
che mi ha insegnato
il sorriso alla vita.
Tra il bucato steso e la pioggia di viole
tra le tue mani nodose
che mi accarezzavano il viso

con tenerissimo affetto
in quella casa dove tutto

parlava di te.

Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Impercettibili
movimenti di nuvole 
colme di tramonto

processioni lente
su trame 
di ultimi colori.

Altissimi voli 
a ridosso del cielo
di luce finale

e odori aspri
di brezza e di sale
di notte imminente.

Sono tornato
a questo mare
in cerca di memorie

a ricordare i giorni
del profumo
d'amore.

In controluce
ti guardavo sorridere
in attesa di un bacio

abbandonati
al limio delle onde
al silenzio del vento.

La sera 
ci cullava gentile
ci accarezzava la pelle

ci portava
in un sogno dolcissimo
che era il nostro segreto.

Un giorno svanisti
nel fruscio della schiuma
tra i granelli di sabbia

come un raggio di luna
tra i riflessi scarlatti
della giovane aurora.

Mi hai lasciato da solo
a guardare le stelle
scomparire pian piano

dileguarsi nel giorno
come candide lacrime
sulla pelle del cielo
Profilo Autore: Dario Menicucci  

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Fermi alla stazione abbandonata
a poche miglia dal mare,
dove il treno passava
puntualmente in ritardo,
e che puntualmente
non passa più.
La strada sterrata dai passi
di migliaia di vite fa
solleva la polvere della speranza
che danza tra il ferro arrugginito
e il calcestruzzo corroso dalla corruzione,
come la diga di fronte
prosciugata dall’arsura
delle bocche potenti che ingannano
ai danni degli anni
in cui tutto sembrava a colori:
le macchine gialle,
le cravatte a pois
e i figli dei fiori …

Ma io ti porto spesso qui,
perché soltanto tu
sai farmi uscire dai binari
e mi  accompagni volentieri …
e tutto quello che non so
me lo hanno raccontato i brividi:
e non avevo mai sentito
così freddo in vita mia.
 
 
Profilo Autore: emanuele  

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i gattini
giravano pollicioni 
sotto l'albero di Natale, 
cotone finto 
ed occhi azzurri 
sul presepio e i mandarini. 

Guerrieri con le 
spade incrociate, 
riuscirete un giorno 
a sorridermi
dalle piastrelle 
a rombi in bagno? 

Intanto sento il vento 
soffiare forte 
alla mia porta, 
quelle domeniche 
da nonno e la mano 
ferma sul cappello. 
Profilo Autore: cordaccia  

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Quando, quella sera in riva al mare
i nostri sguardi s'incrocaiarono
e, accarezzati dalla brezza,
si unirono allo svolazzar
elegante di un gabbiano.
Dorato, lo scintillio delle onde,
accese il respiro
in mille battiti del cuore,
luccicarono gli occhi nostri
in un attimo infinito.
Passa il tempo e,
vorrei ancor tornar
nell'estasi della sera
a poter fomentar lo sguardo mio
nel luccicar del tuo.



Profilo Autore: Romualdo Guida  

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Prestami i tuoi favori
cos'io ti narro ora
di terra a me si' cara
che quando ricordo sfiora
nel cor sento tumulto.

Basalti nerri a picco
sull'onde sempre vive
rade la cale placide
a custodir i gusci

brulla la scarsa zolla
celata tra le rocce
i pochi rami chini
ad ossequiare i venti.

Eppur da Monte Grande
quando lo sguardo apri
opprime la bellezza
della natura astiosa:

profumo ogni stagione
di zagare e zibibbo
al fumo delle polle
da Efesto scaldate

e cinto da bassi mirti
lo specchio d'Afrodite,
il lago solforoso
in cui s'annega il cielo.

D'Ogigia t'ho narrato
che quando notte oscura
tra i vichi dei dammusi
dai bianchi tetti a ogiva
Calypso scorgo ancora.
Profilo Autore: Marcello Caloro  

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Penso sempre alla casa che mi fu casa
La tenda verde copriva alberi strade e negozi
ma alle prime righe della scura ringhiera erba e boschi si facevan strada
A sinistra cominciava la vita guardata da un imponente muraglia che non era a far paura 
ma a farci abbraccio e dava ombra ad un piazzale che ci fece scuola su due ruote
Guardava di sbieco il campo coperto d'estate di libellule e d'inverno di folta neve
e le nostre giornate non conoscevano mai ombra. Eravamo.

 
Profilo Autore: Aita Carla  

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Il posto in cui tornare
è dove il viaggio mi vorrà portare.
Forse un luogo in fondo al mondo
oppure quello che ho già dentro.
Se è nel cuore di me stessa
non è facile arrivare:
è terra lacerata d’oltremare.
D’altronde,
Itaca è lontana da scrutare,
ma quel vento di sicuro
io vorrei domare:
che anche solo per un giorno
io, là, possa approdare
per restituirmi al tempo
raccogliere ai bordi la mia storia.
Là, in quelle strade avverse
dove sono nata sola
dove non seppi mai perchè
avevo pianto da bambina
e perchè piango adesso ancora.
Là, senza fretta, per capire
del tuo volto sconosciuto,
del tuo sorriso ampio,
dell’amore che volevi,
che io avevo e che ti diedi.
In quel laggiù
il mio ritorno
dove ho lasciato me, da sola;
anche solo per un giorno
senza fretta, per capire
che innanzi
esiste un'altra aurora
un rosso fervido d'amore
felice più di allora.
Profilo Autore: Hera  

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Anni di latitanza
mi portano a sentirmi straniera
in quest’area che mi fu vita
fino agli anni dell’adolescenza.

 
Voci mi risuonano negli angoli delle strade
a fare ordine negli emozionati pensieri.

Ti osservo attentamente
per riprendere confidenza
con te amata mia città
mentre l’eco dei palpiti del cuore
si avvia per le strade assolate e luminose
a riflettere quei giorni nivei e lucenti
intessuti dai ricami dei palazzi antichi
e dai rami degli alberi
danzatrici in movimento riflessi sui muri.

Strade in rettilineo si perdono in lontananza
ed ognuna accende un antico ricordo.

 
Nel percorso mi saluta la voce del vento
soggetto onnipresente e conosciuto da sempre
riportandomi alla mia infanzia
vissuta in filamenti d’azzurro
e sotto la magia di albereti di luce.

 
Osservo l’antica cattedrale e la sua torre:
miele ambrato nel riflesso del meriggio assolato
che batte ogni mezzodì ore di storia secolare
suonata da campane al rintocco
ad esaltare gloria ed orgoglio
di tanti fortilizi d’eroico cammino
di questa mia terra
fascinosa ed ancestrale
che non smetterò mai di amare.

Profilo Autore: Grace D  

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Per quanti viaggi farò
non troverò mai più fuori
quel piccolo mondo
sacro e non profanabile

dimora del tempo andato

la strada è segreta
per i giorni che non tornano più,
nascondiglio dei sogni,
riparo per le mie fragilità

Quel luogo nel cuore

santo per ogni sorriso,
dannato per ogni lacrima
nel disegno dei solchi
come vie sul mio viso

Allo smarrirsi delle cose
io avrò motivo di tornarvi
Profilo Autore: Sabyr  

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