Ho incrociato l'orologio
in un giorno qualunque.
L'ora è sempre uguale
ed il tempo non cambia,
allora cerco di addormentarmi.
Voglio fare un viaggio
dove il tempo non manca
ricordandomi di tutto
anche delle più piccole cose
sbadatamente perse
perché sembravano banali.
Ho incrociato il tempo
dentro un orologio
che batteva troppo forte le ore
e ad ogni battito
mi son venute
queste poche parole...
Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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La macchina del tempo,
come un treno
che torna indietro,
percorrendo ,
tutte le tappe piú importanti 
della mia vita.
Scenderei e rivivrei
i momenti piú gioiosi.
Quando ho conosciuto 
l'uomo della mia vita,
la nascita dei figli.
Non vorrei fermarmi
nei momenti piú bui.
Andrei oltre,
il paesaggio non mi piace,
guarderei solo dal finestrino.
Poi ripartirei 
verso il futuro,
mano nella mano con te
che sei il mio compagno
di viaggio,
la mia roccia ,
il mio amore.
Profilo Autore: Michelina  

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Nulla è più simile ad un paradiso 
il sorgere del sole che illumina la bellezza eterna 
Le mura di questa città alta
sotto a questo cielo di rose perlace 
dipingerei i miei pensieri nell'azzurro cielo
scriverei la mia poesia con i raggi ambrati del sole
Mi toglie il fiato in questo sublime incanto 
muta lo stato d'animo di gioia di ricordi e di emozioni 
il soffio del vento d'estate penetra la mia anima nel ascoltare 
il mormorio di foglie 
i rami legati si intrecciano come l'amore di rose fiorite
avvolgendo muro ed archi con luci e magia 
l'incantevole piazza vecchia il cuore della città il suono delle ventidue dei suoi centorintocchi si innamora ogni straniero che passa e poi ci ritorna incantato come se l'avessi stregato 
Mi sazio di qualsiasi luce che mi ha rapito lo sguardo non sono un poeta ma scrivo intingendo con il rosso del mio cuore la città dell'amore 
Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Baciato da Morfeo, che

bagnato diedemi alla vita,

come lucciole in volo

scorron veloci i miei pensieri.


Bramosa solo del letto di Venere,

dentro me, ora, v’è calma.
Profilo Autore: Marco (poetaccio)  

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Ieri sono venuta a cercarti,
e ancora una volta ti ho trovata:
sempre lì, dietro una tomba bianca,
ma sempre più vicina a me.

Si, c'era tanta pace:un uccello
cantava o forse piangeva?
Questa notte ho avuto tanto freddo,
sentivo i miei piedi gelarsi fra
quelle lenzuola bianche, fredde.
Ti ricordi quando mi dicevi di
avvicinare i miei piedni alle
tua gambe?Come erano calde, vive!

Non sentivo più freddo; tu non mi
sembravi più così vecchia, così malata...
E tu prendendomi la mano nelle tue vecchie e
stanche mi chiedevi se avevo
detto le orazioni. Ora non le dico più.

Stamattina piove; e io sono
raggomitolata nella tua poltrona,
ho ancora freddo e sento che ho
bisogno dell'amore dei tuoi occhi,
occhi vecchi, stanchi, infossati ma vivi.
Ma tu non ci sei; sei dietro
una tomba bianca, non so
se hai freddo;
il vento soffia e piove ancora.....

Profilo Autore: pucci  

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Eh sì, dalla stazion dell’oggi parto!
Saluti svelti all'aria tutta attorno,
oblunga pausa per affetti e figli
e via, ad afferrare un certo tempo.

Metto in valigia alcune mie essenze,
tre quattro almeno delle più preziose,
e giunto a destinazione le aprirò
sul magico tappeto del passato.

Quando di nuovo mi sdraierò
sul letto sopra il quale veleggiavo,
volutamente mi assopirò scoperto
per fare in modo che la madre mia

nell'ora di accontentare il sonno,
facendo il giro degli amati figli,
chiudendo imposte lasciate sempre aperte,
arrivi a me per rimboccarmi la coperta.

Se avrò fortuna di vedere i lidi,
i riverberi, le sabbie e i visi d’allora,
rotolerò le natiche, le gote e il petto
su quel beige da mille falò macchiato

e violerò l’onda del mezzogiorno
alzando al cielo questi occhi scuri
e identica cosa ripeterò testardo
fin quando il mare tutto non assorbo.

Se di domenica vivrò la casa,
me ne starò nel bel cortile allegro
a saziarmi d’odore di ragù
ancora prima di esser settimo al desco.

Eh sì, dalla stazion dell’oggi parto!
O... scappo?
Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Sfuggevole e inafferrabile
il tempo viaggia in istanti ballerini
e ci adagia, a ritmi costanti
tra passato e futuro,
nel granello dell’istante.

Il tempo non attende,
vola a battito di ciglia,
ed è solo sensazione
se a volte la clessidra
all’apparenza mai si svuota.

Il valore che si dà ad ogni attimo
è ciò che fa del tempo un grande dono.

Il tempo non attende
ruota senza sosta,
sulla strada della vita,
gira le lancette ai nostri giorni,
mentre i mesi e le stagioni
sfogliano il calendario agli anni.

Dona vita pur mescolando
le gioie con gli affanni,
e ai cuori pur regala amore.

Nel ritratto sbiadito diviene ricordo,
tempo prezioso, d’inestimabile prezzo,
tempo ormai andato, senza ritorno,
ma, se quel dì nel suo attimo fu colto,
oggi si legge senza rimpianti,
e diviene ricordi ancor accesi
di un tempo felice.3 premio
Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Latte...liquido, che accanto al sangue è il più vivo; la pelle delle giovani donne, ai tempi quando esse mostravano accentate dal corsetto, rilegate con perle, smeraldi e rubini,seni -
aveva colore di latte mescolato al sangue. Ma mentre il sangue, chiuso ermeticamente nel Corpo, appare di rado, (ed allora questo accompagnato è di rosso, dolore, oppure spavento) - latte, come il sapore solo, ancora senza colore, invece solamente gusto e calore, si riconosce nell'infanzia, succhiando dal seno, prima che sarà servito in bicchieri e gotti.
Estratto dal Corpo, ancora tiepido, se si accosta col gelo del febbraio si copre con un fine strato di panna, affinchè non prenda freddo il nudo essere di latte...madre.
Profilo Autore: Andrea Beuermann  

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In altro tempo (che già pare antico),

eravamo foglie dello stesso ramo.

Il vento ci conduceva in mille strade.

Tra vortici freddi e bui, ci mostrava la vita dura.

Poi però, la sera, sempre ci riportava al ramo.

Cosi non temevamo nulla.

Era sempre li, a darci ombra d’estate

e riparo d’inverno.

Ora non c’è più! E  il vento ci ha dispersi.

Non siamo più foglie.

Ora siamo rami e abbiamo foglie nostre.

Le proteggiamo e curiamo

affinché non ce le rubi il vento.

Mai, però, dovremo dimenticare

le foglie che eravamo.

Lo dobbiamo al nostro caro ramo

che ci ha permesso

di esistere e diventare quel che siamo.

Quante volte nei pensieri

rivedo noi fratelli nel quartiere,

sorridenti e spensierati, senza ombra di paura.

Allora i figli eran di tutti

ogni mamma era chioccia di altri cento.

Quei tempi più non possono tornare.

Li ritroveremo solo quando

si formerà il nostro albero celeste.
Profilo Autore: Ibla  

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Ho il caos nella mente

mentre sorseggio un amaro caffè

tra i ricordi usati e spaventati

dal freddo dell’inverno.

 

Cosi come un’ultima foglia

che precipita dallo scarno albero

va al galoppo il treno della vita

che indossa il viaggio.

 

Mentre i passi ora incerti

rimuovono le tracce dei sorrisi

con il corpo che aspetta l’ultimo giro

ubriaco e mai sazio di tempo.
Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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