Quel nodo
che non abbandona mai,
stringe,
fa male,
oscurata,
spegne la luce.
Un viaggio che non ha ritorno,
senza fine.
Il tempo non cambia,
anzi intensifica
il dolore e le lacrime.
Va...
si prepara
per il viaggio senza ritorno.
Sta li immobile
ad osservare il cielo
che non ha più l'azzurro
è grigio come il cuore.
I pensieri
si illudono che il tempo passi,
che il viaggio finisca,
che il dolore si dilegui,
come le nuvole,
come l'autunno
prende il posto dell'estate.
Un viaggio
intorno al mondo
fra lacrime e delusione.
fa male,
oscurata,
spegne la luce.
Un viaggio che non ha ritorno,
senza fine.
Il tempo non cambia,
anzi intensifica
il dolore e le lacrime.
Va...
si prepara
per il viaggio senza ritorno.
Sta li immobile
ad osservare il cielo
che non ha più l'azzurro
è grigio come il cuore.
I pensieri
si illudono che il tempo passi,
che il viaggio finisca,
che il dolore si dilegui,
come le nuvole,
come l'autunno
prende il posto dell'estate.
Un viaggio
intorno al mondo
fra lacrime e delusione.
6 commenti
Son volati da quell' ultimo giorno
un paio di anni o poco piu'.
Anni di sentieri diversi,
anni miei di speranze nascoste,
di vita che ho dovuto far scorrere
di inganni e sogni muti
di traguardi e di sconfitte
di cambiamenti e storie nuove
di rossetti e di lenzuola..
Son volati da quell' ultimo giorno
di una notte d' estate
un paio di anni o poco piu'
di viaggi ed incontri
di mille impegni ed appigli
di bugie e sogni vani.
Son volati da quell' ultimo giorno
un paio d' anni o forse piu'
e tu resti il centro di qualcosa
che non m' abbandona mai
E i giorni ci hanno incrociato,
e solo ora ho capito
che li temevo e li allontanavo,
perchè son volati da quell' ultimo giorno
Anni di bugie che racconto
anni di poesie che nascondo
e le confido ad un foglio
che sa ogni mio inganno.
un paio di anni o poco piu'.
Anni di sentieri diversi,
anni miei di speranze nascoste,
di vita che ho dovuto far scorrere
di inganni e sogni muti
di traguardi e di sconfitte
di cambiamenti e storie nuove
di rossetti e di lenzuola..
Son volati da quell' ultimo giorno
di una notte d' estate
un paio di anni o poco piu'
di viaggi ed incontri
di mille impegni ed appigli
di bugie e sogni vani.
Son volati da quell' ultimo giorno
un paio d' anni o forse piu'
e tu resti il centro di qualcosa
che non m' abbandona mai
E i giorni ci hanno incrociato,
e solo ora ho capito
che li temevo e li allontanavo,
perchè son volati da quell' ultimo giorno
Anni di bugie che racconto
anni di poesie che nascondo
e le confido ad un foglio
che sa ogni mio inganno.
La terra degli invisibili
ci passa accanto un mare di niente
ed ecco chei conti non tornato
finché non torna il cliente
Ci sono Isidor e Ida sul ponte di lance
con un ombrello poggiato al rovescio
Nel viaggio che ho fatto nemmeno
sapevan cos'era un liscio
I venti di sangue e di festa
gli spari dai motorini
Ciliegi dolci in tempesta
migranti senza quattrini
Il tempo fa questo
ci trascina nel nulla
scordandosi il resto
in quella sua anima brulla
Leggero come il vagone capovolto
della carrozza di un contrabbandiere
Senza che un problema sia stato risolto
con le luci fitte di intere sere
Rannicchiato come un bimbo nell'ambra
in mezzo alle bolle sospese
lo attraverso come la sua ombra
perdendo tutte le mie pretese
Adesso Isidor la prende per mano
ogni volta è sempre la stessa nave
L'andare indietro che pare lontano
Ci dà ancora buca il primo fiocco di neve
ci passa accanto un mare di niente
ed ecco chei conti non tornato
finché non torna il cliente
Ci sono Isidor e Ida sul ponte di lance
con un ombrello poggiato al rovescio
Nel viaggio che ho fatto nemmeno
sapevan cos'era un liscio
I venti di sangue e di festa
gli spari dai motorini
Ciliegi dolci in tempesta
migranti senza quattrini
Il tempo fa questo
ci trascina nel nulla
scordandosi il resto
in quella sua anima brulla
Leggero come il vagone capovolto
della carrozza di un contrabbandiere
Senza che un problema sia stato risolto
con le luci fitte di intere sere
Rannicchiato come un bimbo nell'ambra
in mezzo alle bolle sospese
lo attraverso come la sua ombra
perdendo tutte le mie pretese
Adesso Isidor la prende per mano
ogni volta è sempre la stessa nave
L'andare indietro che pare lontano
Ci dà ancora buca il primo fiocco di neve
Volo nel futuro,
gli occhi semichiusi.
La pelle
sa del mio tempo.
Il mio tempo è uno spazio:
nel silenzio,
lo sacrifico nel fuoco,
lo sfioro
e sono vecchio.
E c'è uno spazio
-anche allora, lo vedo-
tutto mio.
Tra finestre della mente
semiaperte,
un fiore
fissa la mia iride:
quello sono io.
E così sarò
quando il mio tempo
avrà ripreso il suo spazio.
Tra cielo e terra,
sospeso
tra calendari di nuvole,
sarò con me.
Sarò ancora io.
gli occhi semichiusi.
La pelle
sa del mio tempo.
Il mio tempo è uno spazio:
nel silenzio,
lo sacrifico nel fuoco,
lo sfioro
e sono vecchio.
E c'è uno spazio
-anche allora, lo vedo-
tutto mio.
Tra finestre della mente
semiaperte,
un fiore
fissa la mia iride:
quello sono io.
E così sarò
quando il mio tempo
avrà ripreso il suo spazio.
Tra cielo e terra,
sospeso
tra calendari di nuvole,
sarò con me.
Sarò ancora io.

Ritorni a me dopo un triste pianto
dopo che la tempesta si è placata,
che il flusso acuto ti ha resa il senso
i rami spezzati nel camino ardono ancora.
Cammino i miei giorni
in un viaggio infinito nel tempo ,
più nulla mi può dar vita , i tuoi baci
mi crolla addosso il mondo intero.
Persino le mie scarpe son roventi!
Lasciano odori in cammini stanchi,
nelle parole aloni di menzogne;
interazioni sprechi e idolatre preghiere .
E fu buio assoluto!
Nemmeno una candela mi poté dar luce,
misi in un cestino tutto il bene dato;
lo ripresi subito, un momento dopo.
Cammino i miei giorni in un viaggio senza tempo
tra le pagine rimetto un cuore l'isterica pazienza ,
la tua immagine l’ho dimenticata;
s’arriccia fredda tra il vento grigio.
Forse tutto non è ancora spento!
In me una braciere arde ...
su vetri si appanna nel tiepido torpore;
in aliti ansimanti il frenetico oblio .
dopo che la tempesta si è placata,
che il flusso acuto ti ha resa il senso
i rami spezzati nel camino ardono ancora.
Cammino i miei giorni
in un viaggio infinito nel tempo ,
più nulla mi può dar vita , i tuoi baci
mi crolla addosso il mondo intero.
Persino le mie scarpe son roventi!
Lasciano odori in cammini stanchi,
nelle parole aloni di menzogne;
interazioni sprechi e idolatre preghiere .
E fu buio assoluto!
Nemmeno una candela mi poté dar luce,
misi in un cestino tutto il bene dato;
lo ripresi subito, un momento dopo.
Cammino i miei giorni in un viaggio senza tempo
tra le pagine rimetto un cuore l'isterica pazienza ,
la tua immagine l’ho dimenticata;
s’arriccia fredda tra il vento grigio.
Forse tutto non è ancora spento!
In me una braciere arde ...
su vetri si appanna nel tiepido torpore;
in aliti ansimanti il frenetico oblio .




