Mi alzo e vado alla finestra.
Le infermiere tirano su le tapparelle
mentre i bambini cercano un padre per strada,
dove asfaltano e i vecchi curiosi
si commuovono ricordando
i ciottoli della guerra.
Amo le estati della città senza mare.
I morsi sul collo del sole
e le ombre dei palazzi
che ricamano l'asfalto.
Saracinesche abbassate,
badanti straniere sugli autobus
che traducono Italiani,
vecchi che vanno nei cimiteri
a misurarsi le tombe,
turisti che chiedono
informazioni alle statue,
giocatori di cavalli
che aspettano di partire,
assassini in vestaglia sul balcone
che ascoltano Beethoven,
l'erba che rinasce
ovunque ci sia pace.
Le ceste di paglia scendevano attaccate ai fili
e un bambinone tutto contento e bianco
metteva dentro il pane alzando il capo
verso le donne come fosse quasi partecipe
del loro casalingo arredo.
Davanti al Tabernacolo alcune facevano segni al petto,
sedute con le mani legate da un rosario,
qualche silenzio e poi ripartivano tutte insieme
nel solito versetto chiudendo gli occhi
quando una più giovane restava indietro
nel dolcissimo sguardo sui bambini
che correvano dietro ai balzi della palla.
La gioia mi veniva incontro sul marciapiede
come fosse un vischio,quasi umano,trasparente,
un brivido che dai reni sorgeva al collo
come l’Overture di Silla o un riff di Vivaldi.
La padrona di casa si mise a cantare,
sul suo volto un principio d'amore
invitò il mio sguardo.
Si sciolsero i capelli neri,
il bucato precipitò dalle scale.
E mentre cercavo la sua lingua
il seno scatenò sul mio petto
la sua potenza femminile.
Cosi iniziarono le nostre carni a tremare
baciando ogni cosa nel silenzio dell’intesa
per le voci più basse che andavano in ferie.
L'amore è una rovina per la ragione,
e Lei lo sa che non potro' mai dargli niente
perche il mio tempo non è più il suo.
Mi alzo e vado alla finestra.
Le infermiere tirano su le tapparelle
mentre i vecchi cercano un figlio per strada,
dove asfaltano e i bambini curiosi sghignazzano
per un trans in minigonna e tacchi alti
che si é incastrato nelle rotaie di un tramvai.
Le infermiere tirano su le tapparelle
mentre i bambini cercano un padre per strada,
dove asfaltano e i vecchi curiosi
si commuovono ricordando
i ciottoli della guerra.
Amo le estati della città senza mare.
I morsi sul collo del sole
e le ombre dei palazzi
che ricamano l'asfalto.
Saracinesche abbassate,
badanti straniere sugli autobus
che traducono Italiani,
vecchi che vanno nei cimiteri
a misurarsi le tombe,
turisti che chiedono
informazioni alle statue,
giocatori di cavalli
che aspettano di partire,
assassini in vestaglia sul balcone
che ascoltano Beethoven,
l'erba che rinasce
ovunque ci sia pace.
Le ceste di paglia scendevano attaccate ai fili
e un bambinone tutto contento e bianco
metteva dentro il pane alzando il capo
verso le donne come fosse quasi partecipe
del loro casalingo arredo.
Davanti al Tabernacolo alcune facevano segni al petto,
sedute con le mani legate da un rosario,
qualche silenzio e poi ripartivano tutte insieme
nel solito versetto chiudendo gli occhi
quando una più giovane restava indietro
nel dolcissimo sguardo sui bambini
che correvano dietro ai balzi della palla.
La gioia mi veniva incontro sul marciapiede
come fosse un vischio,quasi umano,trasparente,
un brivido che dai reni sorgeva al collo
come l’Overture di Silla o un riff di Vivaldi.
La padrona di casa si mise a cantare,
sul suo volto un principio d'amore
invitò il mio sguardo.
Si sciolsero i capelli neri,
il bucato precipitò dalle scale.
E mentre cercavo la sua lingua
il seno scatenò sul mio petto
la sua potenza femminile.
Cosi iniziarono le nostre carni a tremare
baciando ogni cosa nel silenzio dell’intesa
per le voci più basse che andavano in ferie.
L'amore è una rovina per la ragione,
e Lei lo sa che non potro' mai dargli niente
perche il mio tempo non è più il suo.
Mi alzo e vado alla finestra.
Le infermiere tirano su le tapparelle
mentre i vecchi cercano un figlio per strada,
dove asfaltano e i bambini curiosi sghignazzano
per un trans in minigonna e tacchi alti
che si é incastrato nelle rotaie di un tramvai.
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Ciao
Aurelio