Bambole chiuse in una stanza
oppresse dal sistema stampato
nel modo di vivere.
Parole incomprese nella realtà di vie
emarginate dal mondo.
Vite appese a fili di cotone grezzo
senza colori
monotone come il loro inutile destino.
Storie scritte su stracci di pelle…
Contente d’essere uguali
d’essere finite.
Storie di quotidiana follia
vecchie come giornali abbandonati nei cesti delle immondizie
senza più petali rossi da sfogliare.
Rossi come i volti delle bambole
che lentamente nella discarica del cielo
perdono l’alito dell’esistenza
Eppure in queste evanescenze
sguardi ormai sepolti
dal canto delle lucciole,
sdraiati sui fondali della morte,
troveranno la strada per l’Eden della rinascita...
Troveranno ancora una volta il coraggio
di rincorrere i giardini delle paure
per esistere finalmente in un tempo
senza bambole di pezza.
oppresse dal sistema stampato
nel modo di vivere.
Parole incomprese nella realtà di vie
emarginate dal mondo.
Vite appese a fili di cotone grezzo
senza colori
monotone come il loro inutile destino.
Storie scritte su stracci di pelle…
Contente d’essere uguali
d’essere finite.
Storie di quotidiana follia
vecchie come giornali abbandonati nei cesti delle immondizie
senza più petali rossi da sfogliare.
Rossi come i volti delle bambole
che lentamente nella discarica del cielo
perdono l’alito dell’esistenza
Eppure in queste evanescenze
sguardi ormai sepolti
dal canto delle lucciole,
sdraiati sui fondali della morte,
troveranno la strada per l’Eden della rinascita...
Troveranno ancora una volta il coraggio
di rincorrere i giardini delle paure
per esistere finalmente in un tempo
senza bambole di pezza.

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