«A Vladimiro, l’amore della mia vita.»

In quale modo t’amo,
estraneo alla ragione,
quando un tuo sorriso 
sa essermi d’immenso.

Perché ti amo come fossi
una poesia di Montale,
una tela triste di Monet,
una nota nascosta per timore
dietro il sipario della vita.

Perché ti amo, 
in questo essermi 
catena al cuore, 
quando a sporgerti mi afferri
e mi sorridi come mille soli.

Tu che mi scuoti 
come quercia al vento,
in questo amarmi 
come profumo 
di terre lontane. 

Tu che sei di me 
la parte che rinnego,
patria a cui appartengo,
figlio nato nella conca
d’un vulcano spento.

Ti amo, in questo scorrermi
come lava nelle vene, 
in questo essermi, oggi,
futuro per i miei domani...
Profilo Autore: Salvo Learco Angrisani  

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