quante parole
hanno scritto,
son mani che
accarezzano
dolcemente
tutte le stagioni
regalando emozioni
di sogni nascosti.
Non sono stanche!
Inseguono sempre
i versi del cuore,
quei versi che nessuno
potrà portare via
perchè volteggiano
leggiadri dentro
la poesia.
Un incontro , un sospiro
accade all’ improvviso .
Una voce dentro
dirige le corde del cuore.
Musica di percussioni
suoni esaltati da emozioni
versi allagati di parole.
Il cuore ignora diversità
scopre le sue sensazioni
annulla la forza
della ragione.
In una disadorna casa,
alla luce dei miei quattro fari
e dei ricordi che la distanza sfuma,
marciscono i libri ed i vecchi quadri.
Quanto non furono miei
la casa, i confusi appunti e le tele di Gaugain !
Quale distanza a noi interpone la fossa del tempo,
e come strappa tutto ciò che credevamo nostro.
Oh nostalgia di treni e viaggi interminabili !
Mi affanno,
il circolo assurdo delle cose da fare,
gli ultimi giochetti goliardici di vita,
nostalgici singulti di svanita rosa
….e di tetra compostezza.
I cuori vanno in vacanza ?
Si`, ma poi tornano a casa.
può parlare in mille modi
magari esagerare
ma il motivo è lo stesso
possono passare anni,secoli
ma non cambiano i versi,
Un cuore malato poi...
Può capir tante cose
che magari normale
non ci aveva pensato.
Come un cuore bambino
fresco di primo mattino
ti parla curioso
di un sogno inventato
tu lo ascolti paziente
tanto è un bambino
che male può fare
un sogno piccino.
Un cuore che scoppia
per parole sbagliate
non cambiano i versi
ma il dolore fa male....
Ci sono ali nel cuore
Ma, se il ‘vicino’ è ‘lontano’
Quel desiderio d’amore
Porta il ‘lontano’, ‘vicino’
Psssssssstttttt, taci.
I tuoi versi non li sente nessuno.
Pallido cuor mio
tu che dicevi di saper amare
e hai sempre sofferto
atrocemente sofferto
ora ti scrivo …io
che nelle lacrime
ti so perdonare.
Cuor strano, così umano
che ami ciò che ti sfugge
e ami chi se ne va da te lontano
mentre sordo rimani
per chi accanto a te t’abbraccia
e ti porge sinceramente le mani.
E versi scandisci battendo
a ritmo pazzo per chi nell’indifferenza
non merita il tuo canto stupendo
ne il tuo dolore e la sofferenza.
E batti per chi nulla ti vuole
piangendo le notti nel petto che duole
pugnalandoti cuor mio designato vitale
non imparasti mai la verità a guardare.
Traditore talvolta
quando inondi le vene
vendendo la quiete
per una manciata di carezze
per una goccia d’amore
pensandoti morto di sete.
Non dirò al mondo che il cuor non mente
ascoltandoti non sempre sono giuste le scelte
il cuor a volte batte togliendo il fiato
il cuor inganna se stesso e il cosmo intero
quando lega a se la mente e il respiro
e decide che è amor vero.
Pssssttttttttt, ora taci…
in questa sera rinchiusa
in questo urlo trattenuto
scrivo per te amore mio
scrivo per la tua voce
scrivo per il tuo dolore
invento risate all'interno
per regalarti una promessa
non ho bisogno di parole
ciò che scorre in questo corpo
e la forza dell'impronte sulla mia pelle
indelebili al tempo
sarò all'interno delle tue notti
sarò nella cornice di tutti i tuoi sogni
sarò solo la cornice se troverai chi ti ama come me
amore mio
dentro il mio cuore
All'oscuro ero un tempo
delle mille vibrazioni
che il mio cuore
poteva vivere,
arida l'anima
alle emozioni statiche
Mi rivelasti i segreti
dell'amore
svelandomi un mondo
tutto da denudare
nel bene e nel male
Scoprii il miracolo
della procreazione
io che pensavo
sterile il mio ventre
ad un si meraviglioso
dono che l'Eterno mi fece
il battito impazzito del cuore
quando al seno allatti
il tuo piccolo
e lacrime di gioia
solcano il viso
Mai avrei immaginato
che tanto si può soffrire
nel momento in cui
il buio impregna
di liquido denso, maleodorante
il tutto che ti appartiene
L'abbraccio caldo
del tuo petto
riaccese la luce
nei miei occhi
intrapresi un nuovo cammino
Imparai che la morte
è parte della vita
ma quanto male fa
non lo sospettavo,
quante lacrime versai
che tu asciugasti
con l'amore
che crescere ci fece
Ora nel pensarti
nell'amarti tanto
ed ancora un po' di più
i versi del mio cuore
volano liberi dallo scrigno
in cui prigionieri erano
adagiati tra petali di rose
leggiadri danno vita
alla nostra poesia
Povero cuore mio
trafitto
da mille lance,
di cicatrici
il tempo ti ha vestito
dolorante e sanguinante
di ferita sempre aperta
piangi lacrime
che sgorgano come zampilli
e mai luce vedranno,
eppure un tempo
correvi e saltellavi
selvaggio come un puledro
e gioivi
al sol raccogliere un fiore
ora sei sopito
indurito
incallito alle emozioni
niente può più scalfirti
solo la morte ti renderà
pace






