Astro del cielo
che illumini la notte
colorate a festa
l'ultima letterina
scritta da un bambino
vien letta con amore
dal caro babbo
ormai da tempo
in cassa integrazione
Caro Gesù bambino
è da un po che volevo scriverti
lo so....
quest'anno sei poverino
un cuore di bambino
chiede solo un regalino
un piccolo pensierino
in questa notte di mistero
il caro babbo
piange ogni sera
non sa più cosa fare
per poterci sfamare
un piccolo regalo
chiedo a te Gesù
da metter sotto l'albero
per il mio papà
dagli un po di gioia
niente più.....
salvami dalla paura, dammi il coraggio,
spezza le catene, ho bisogno di libertà,
annulla la menzogna, voglio la verità,
restituisci parità, voglio giustizia,
ridammi la speranza, voglio ancora credere...
Senza vita, la neve posa
i bianchissimi fiocchi,
mentre, il sole
velocemente svanisce.
Schiaffeggia aguzzo
sui visi, il gelo
tra vie e case, allietate
d’infiniti colori.
E si perdona,
chi ha cagionato offesa
giunge il Natale
con il cuore, in mano.
Ci si ama, nella ricorrenza,
nell’ipocrisia popolare,
e dopo la befana,
si riprende a disprezzare.
Sono triste quando ricordo
sono nascosti posati bene i.......
natali di gioia esauriti
in tavole imbandite di vento
tre piatti i soliti
tre calici i soliti
siamo due a tavola?
il terzo ci fa compagnia
è natale
sotto i tuoi rami appoggio il cuore
ogni anno lo scarti e ti doni
ed io lo scarto con lacrime vecchie
ti bacio mi baci
l'intermittenza delle luci si ferma
abbracciami amore mio in questo natale di sfarzi e baldorie
fra parenti amici e nipoti
in quel secondo di pausa
sono nei tuoi occhi
buon natale amore mio
grazie di esistere
Luci
Scorrono
e corrono
sul nastro d’asfalto
nei due sensi di marcia
Autostrada
Albero di natale fantasmagorico
Ogni autogrill è una piccola stella cometa
che appare e scompare veloce nel buio d’intorno
Le auto scivolano sulle corsie di quell’albero
Nello splendore dei distributori Nelle luci ai caselli
Nelle giostre colorate agli svincoli
Nei cartelli con fari arancioni lampeggianti che intimano severi
R A L L E N T A R E
Nelle scritte luminose che consigliano premurose
R I C O R D AT I DI A L L A C C I A R E LE C I N T U R E
In altre che avvisano con disappunto
BANCHI DI NEBBIA - P R O B A B I L I C O D E
In quelle dove lampeggia apprensivo un
M A N A T W O R K
All’ estremità dell’ albero
Una sfavillante cometa scrive nel cielo
ALT STAZIONE
La sua coda d’asteroidi
luminosi caselli
s’accendono di verde e di rosso
in un lunghissimo sciame
Finalmente casa
Un grande dono
Dicembre accoglie
comete e pastori,
sabbie
che hanno appreso la fede
in ritmi di preghiera.
Torna in un rapido brillare
il segreto di un sangue
che si dona eterno.
Ogni cosa si consacra
in un vapore di pace,
nel bisbiglio di una culla
che domina le clessidre
del destino.
Quando le belle stagioni son già passate
e anche le gialle foglie dell'autunno son cadute,
ci avviciniamo sempre più all’impietoso Generale,
ma ognor con gioia al Santo Natale.
L'inverno, si sa, di carattere é in particolar,
oltre che dal freddo e dalle giornate meste ostentato,
con felicità anche dalla nascita di Nostro Signore illuminato.
Allora é il tempo di aprire i cuor
per scorger tra le grigie nubi, dell’arcobaleno i color
colmi di speranza e di calore umano
che ci trasportan nel dichiarar l’amor sincero.
Celebrazione, questa, davvero gioiosa:
i pargoli ridono e anche i grandi esultano.
Per render la vita più felice, infatti, ci vuol poco,
nient’altro che un sereno Natale accanto al fuoco.
Oggi, come ogni anno, comincia la bontà,
Sono arrivati, com’è l’usanza,
I giorni Santi della Natività.
Da oggi tutti saremo buoni
A tutti faremo auguri e compreremo doni.
Ai poveri daremo un piatto caldo
E a chi è solo e sconsolato,
Daremo una parola di conforto.
Non discuteremo, nemmeno,
Su chi ha ragione o torto.
Saremo molto attenti,
Ad essere carini con i parenti.
Anche quelli considerati dei serpenti.
Oggi, incontrandoci per strada,
Grandi sorrisi, strette di mani.
Anche con i vicini,
Che tutto l’anno abbiamo considerato come cani.
Andremo in chiesa,
Pregheremo con gran raccoglimento.
A mezzanotte, baceremo il Bambinello,
Con la pelliccia e con il cappotto bello.
Quante parole!
Quanta poesia!
Per fortuna, che presto arriverà l’Epifania!
Che non solo le feste dovrebbe porta via,
Ma insieme a loro,
Tutta la montagna di questa ipocrisia.
Perché, dopo il sei,
Torni ad essere sempre quel che sei.
Ma dove sono, i cuori belli di una volta?
Quelle tavole imbandite di poco o tanto,
Che importanza aveva?
L’importante era non essere mai soli.
E non solo a Natale, l’anno era tutto uguale.
Tempi passati? Vecchie nostalgie?
Forse ora più belli, perché velati dalla malinconia?
Forse è così.
Però vi prego,
Scambiandoci quei doni, oggi,
Che ci sentiamo tanto buoni,
Torniamo con l’animo bambino.
Scambiandoci i “balocchi”,
Leggiamoci nel cuore, guardiamoci negli occhi.
La neve che cade, bianca e pallida e fredda,
come la tua pelle ora.
Le luci che si accendono per poi spegnersi
come i tuoi occhi, perennemente chiusi.
Il calore di cotanta atmosfera che inebria l'aria
calor che ormai tu conoscerai in altro modo,
ma che mai potrai percepir più.
L'albero, decorato come una bambola
ha un buon odore, quel legno...
Chissà se lo senti.
Natale dovrebbe essere una giornata felice,
gloriosa, un modo per star tutti insieme.
Eppure, nell'altra stanza
sento ancora le lacrime rigare le guancie dei tuoi cari.
Ehi... se mi senti...
...già mi manchi...
...donami nuovamente quel tuo sorriso...
...io ti ricambierò come posso...
anche ora, come posso...
Mi brucio in punta di piedi sull'ombra degli altri, Natale coricato su marmo d'obitorio abbracciato ai rami spezzati dell'infanzia ai roghi d'amazzonia al tumore eclesiale al tormento verso le balene ,agli scogli di ruggine, alla peste dell'indiferrenza verso Gesù nudo e senza potere ,si dona senza senso di colpa si dimentica masticando burro. Le persone a Natale sono sculture di sale, tacciono. Ricevo ma dentro tremo.





