Ci sono troppe gradazioni di colore
da questa prospettiva, troppi pigmenti.
La testa gira dentro la maglia di una ragnatela
le mani sono sporche di ruggine e verderame,
e i contorni dei miei proponimenti notturni
si sciolgono su uno sfondo rosso mattone.
Il pennello che stringo nel pugno non è mio
non sono mie queste pareti color pastello,
questi scorci, questo giardino, questo mare,
e neppure questi quattro stracci vecchi.
Ho nove rose rosse che non vogliono morire,
una cartolina, una promessa su cui contavo.
I colori certe volte ingannano, lo sappiamo.
I ricordi cambiano, il verde si spegne,
l’inchiostro sbiadisce in bianco di zinco,
le lacrime seccano come olio di papavero.
E anche queste rose che ho tanto amato,
purtroppo, alla fine moriranno.

Commenti
Molto bella, sei sempre di grande eleganza ed è un vero piacere leggerti.
Grazie Charlie.