Quella siepe è anche un po' la nostra siepe,
e quell'ermo colle, e quell'ultimo orizzonte,
sono anche il nostro limite, la coda dell'occhio.
Ognuno ha il suo monte Tabor, ed io ho il mio mare,
la Vesima, un po' periferia e un po' l'inizio della fine:
Il dove da dove, il punto di incontro, la strada per Dio.
E quando lo sgomento e la pace mi bussano agli occhi,
tu mi prendi la mano e mi conduci al naufragio.
Così mi fondo con l'universo, e il mio corpo con te,
panteisticamente, per stare a Dio come una cellula;
mentre il pensiero vaga finalmente libero nel suo infinito.

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charlie