Mentre voi dormite
io avviluppo il cervello
ogni tanto sogno
e quasi sempre afferro
una luce nella notte
che perfora le persiane
in un mistico aspettare
di cosmica illusione.
Mentre voi parlate
mentre mi spiegate
il movimento regolare
di trottole e pianeti
io affogo nel silenzio
d’illogici pensieri
poi m’addormento
e quando mi sveglio
scavo buche nel deserto
per cercare l’eco primordiale
e la voce di mia madre
che mi spronava
a guardare altrove
oltre le inferriate
di una vita comprata a rate.
Mentre voi andate
camminate e rincorrete
io faccio già ritorno
anche se confondo
il filo del bisogno
con l’obbligo accettare
lontano dall’ideale
che mi ero costruito
per non morire sulle scale
sulle piramidi di cartapesta
e confusione nella mia testa.
E adesso
che non trovo più le tracce
ma solo le mie smorfie
il buffo delle mie facce
adesso che una ruga
scava il mio sorriso
racconto le stagioni
mentre sorseggio il vino.
Mentre voi urlate
mentre voi pregate
mentre vi prostate
a Santi improvvisati
io coltivo fiori
nel cuore delle siepi
io m’arrampico
e poi casco dagli abeti
come un Giuda
mi bacio e mi perdono
e come un Dio mi crocifiggo
sulla ringhiera e sul meriggio
di un’alba ancora viva
e di un sole che m’abbaglia ancora.
io avviluppo il cervello
ogni tanto sogno
e quasi sempre afferro
una luce nella notte
che perfora le persiane
in un mistico aspettare
di cosmica illusione.
Mentre voi parlate
mentre mi spiegate
il movimento regolare
di trottole e pianeti
io affogo nel silenzio
d’illogici pensieri
poi m’addormento
e quando mi sveglio
scavo buche nel deserto
per cercare l’eco primordiale
e la voce di mia madre
che mi spronava
a guardare altrove
oltre le inferriate
di una vita comprata a rate.
Mentre voi andate
camminate e rincorrete
io faccio già ritorno
anche se confondo
il filo del bisogno
con l’obbligo accettare
lontano dall’ideale
che mi ero costruito
per non morire sulle scale
sulle piramidi di cartapesta
e confusione nella mia testa.
E adesso
che non trovo più le tracce
ma solo le mie smorfie
il buffo delle mie facce
adesso che una ruga
scava il mio sorriso
racconto le stagioni
mentre sorseggio il vino.
Mentre voi urlate
mentre voi pregate
mentre vi prostate
a Santi improvvisati
io coltivo fiori
nel cuore delle siepi
io m’arrampico
e poi casco dagli abeti
come un Giuda
mi bacio e mi perdono
e come un Dio mi crocifiggo
sulla ringhiera e sul meriggio
di un’alba ancora viva
e di un sole che m’abbaglia ancora.

Commenti
Piaciuta estremamente !