Sul punto dove convergono
per combinarsi ancora in mare,
le linee storte del profilo del cielo
e quelle al limite del tuo orizzonte
(la casa dove dorme la poesia),
nascono figli stravaganti e liberi;
piccoli segni incomprensibili.
Parole: mattoni del linguaggio
che da solo ti ha imprigionata,
costretta in un labirinto stregato.
Io sono nato li, dove il pensiero
si insinua per cercar respiro;
o per morire afono, non detto.
La mia vita è nero appiccicoso
su sfondo color cellulosa:
rivi di inchiostri che seccano.
E se sarà su un foglio blu
o sulla punta della lingua,
è cosa sottile per te
come il tratto
della penna.

Commenti
Ma è solo il mio modo d'intendere poesia , del tutto personale ..
Complimenti Charlie , estremamente piaciuta.