“Something's got a hold on me and I don't know what. It's the beginning of a new age.”
(The Velvet Underground)
L’ho letto nelle stanze del Libro di Dzyan
che quando avevo ancora i tratti di rana,
ben dentro al ciclo finito della rinascita
e in armonia col verde della natura,
non avrei mai potuto fare ritorno
alla casa cerulea del Padre.
Non ero certo io, a quei tempi,
chi si struggeva cercando l’ascesi,
solo giravo senza scopo e destino
nell’interminabile e diafana ruota
di una reincarnazione obbligata:
quella che ora, da uomo,
chiamo realtà.
Era l’azzurro brillante
del verde che ossida,
del giallo zolfo,
era il vapore
che si dissolve.
Ed ora che il cosmo
emana energia divina
anche io tornerò ad essere
la memoria dell’acqua
la verità dimenticata
e la coincidenza
che non esiste.
Sarà l’era del salto,
il tempo dell’evoluzione,
e noi, come ovoidi luminosi
vivremo di empatia e creatività:
gli uomini blu dai figli cristallo
che riflettono arcobaleno.
Tu, sarai stella indaco,
ed io l’emanazione di un pensiero
in cui convergono i corsi del risveglio,
il bramato attributo dell’immortalità.

Commenti
l'ultima quartina poi è fulminante .