Quando il sole
si abbassa all’orizzonte,
posso distinguere tutte le stelle
da quella impalpabile e fioca tristezza
che mi intimorisce ad ogni crepuscolo,
da quel palcoscenico che si rabbuia,
dallo spegnersi delle luci di scena,
e dal fuggire delle ore dorate
che, a volte, persino io
ho saputo amare.
Siete voi, diletti figli miei,
i protagonisti di quel panorama
che non guardo ma solamente spio
dal lugubre golfo mistico della vita;
siete voi, che percepisco crescere
dalla platea stellata della notte,
e che non so più aiutare.
Abbiate pietà di me
e della mia paura,
perché io ci ho provato
a non esser per voi esempio,
a guardar le stelle senza perdermi
e pensar dell’esistenza come finzione.
Ma che ci posso fare se il sipario si è chiuso
come tagliola, sull’evanescenza dei miei sogni?
Voi però prestate ascolto alla flebile eco del cuore,
che un giorno, attraversando il mare del destino,
troverete anche voi che non si può brillare,
se non nella più tetra oscurità.

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charlie