Come
un povero
avannotto albino,
sono trasparente
dalla nascita,
sempre più solo
e sempre più attento
alla crescita di quelle pinne
che forse un giorno
mi muteranno
in una specie
di varietà
cometa.
E allora
volerò via da qui,
da questo piccolo stagno
che voi credete un mare,
dove la vita, in realtà,
proprio non scorre,
e dove lo spazio
può contenere
solo i vostri
pensieri,
e non i miei.
È la vostra pozza,
questa bella vetrina,
ed io, che non sono voi,
e che ho sogni più grandi
di questi falsi d’autore,
anteporrò sempre
la vaga ebbrezza
dell’anonimato
alla celebrità
temporanea
che spesso
ci illude d’essere
ciò che mai saremo.

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Charlie
charlie