Non ho memoria di te,
che in un lampo
hai solcato quelle terre
e questi mari rapaci,
inseguendo il tuo sguardo
o il tuo rimpianto,
oltre i limiti
di un pensiero umano,
fin troppo umano.
E sognavi, sognavi
nell’incerto sonno del futuro
quello che era già stato,
inevitabilmente,
il grigiore di masse inquiete,
dei cieli autunnali,
gli inferni di oasi
abbandonate in fretta
senza il tempo di voltarti indietro,
nel fuoco di un sogno
che non concede tregua,
maligna escoriazione spaziale
di demoni con i volti
accecanti di una civiltà esanime.
che in un lampo
hai solcato quelle terre
e questi mari rapaci,
inseguendo il tuo sguardo
o il tuo rimpianto,
oltre i limiti
di un pensiero umano,
fin troppo umano.
E sognavi, sognavi
nell’incerto sonno del futuro
quello che era già stato,
inevitabilmente,
il grigiore di masse inquiete,
dei cieli autunnali,
gli inferni di oasi
abbandonate in fretta
senza il tempo di voltarti indietro,
nel fuoco di un sogno
che non concede tregua,
maligna escoriazione spaziale
di demoni con i volti
accecanti di una civiltà esanime.
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Bella.