Non permette il violar di alcuna porta,
t'abbandona fuori, sola e senz'ombra.
Afferro il suolo ma la mano è smorta...
l'occhio freme e il suo viso già s'adombra.

Rimembro ancora il mite e ingenuo aroma
che mi scagliò sul suo fecondo ventre,
parea d'esser nel piacer del coma
ma fu Morte ciò che trovai nel mentre.

Riposo ora, lieta d'aver la pace:
il respiro obbedisce alla lama 
che brama il sangue del mio torace.







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Profilo Autore: Dea  

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Commenti  

Sir Morris*
+1 # Sir Morris* 31-01-2016 23:11
Forte è il suo incedere in una possente scrittura!
Sara Cristofori
+1 # Sara Cristofori 01-02-2016 10:21
bella e tragica
nabrunindu
+1 # nabrunindu 01-02-2016 12:14
caspita bella nella drammaticità anche dei versi rimati....bravissima ,, :-)

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