Guarda.
Il formicaio ogni ora
si spande
come sciabordìo di scarafaggi;
è un pullulare
di coriandoli umani
gettati a manciate
su due atomi in riga
dal cielo dipinto in faccia.
È il carnevale
dello scrutarsi negli occhi
ma vedere degli occhi
la trincea che sussulta
d'occhiate armate
di chi non vuole
spalancarsi a scelte non sue.
È dove sfrigola
sui binari il tempo:
di chi arriva
di chi parte
di chi resta fermo
dinnanzi alla vita
che passa come un treno
gremito di occhi che lo fissano
finché di lui non rimane
che un puntino lontano
che non è salito in corsa.
E intanto gli vola via la vita
tra i fischi gli annunci
e i passi concitati
come una pagina
di carta argentata
che scappa dal vento.
E il gigantesco orologio
lontano ma vicino
perlustra la sua anima.
E mentre tracolla in apnea
sul filo del non fatto
smette la fissità facciale
il mimo che biancica
nel nero afono del salone
ormai deserto:
due soldi tintinnanti
nel cestino cantano
il carnevale della vita.
Il formicaio ogni ora
si spande
come sciabordìo di scarafaggi;
è un pullulare
di coriandoli umani
gettati a manciate
su due atomi in riga
dal cielo dipinto in faccia.
È il carnevale
dello scrutarsi negli occhi
ma vedere degli occhi
la trincea che sussulta
d'occhiate armate
di chi non vuole
spalancarsi a scelte non sue.
È dove sfrigola
sui binari il tempo:
di chi arriva
di chi parte
di chi resta fermo
dinnanzi alla vita
che passa come un treno
gremito di occhi che lo fissano
finché di lui non rimane
che un puntino lontano
che non è salito in corsa.
E intanto gli vola via la vita
tra i fischi gli annunci
e i passi concitati
come una pagina
di carta argentata
che scappa dal vento.
E il gigantesco orologio
lontano ma vicino
perlustra la sua anima.
E mentre tracolla in apnea
sul filo del non fatto
smette la fissità facciale
il mimo che biancica
nel nero afono del salone
ormai deserto:
due soldi tintinnanti
nel cestino cantano
il carnevale della vita.
Commenti
IL MIO ELOGIO E LA MIA LIETA GIORNATA FRANCESCO.
Bravo, Poeta della Vita di tutti i giorni.