Era come in un silenzio soffocato
in una culla di parole
come laccio che si è spezzato
calpestato dalle suole
o una carezza di gabbiano sopra il mare
cancellata da mollica di pane

Sembrava fosse luminoso il suo tracciato
e perfetta la sua fame
come inchiostro sopra foglio incollato
di cotone le sue trame
e una spremuta di sorrisi dentro il cuore
rovesciati dal suo buonumore

E lui annegò nell'aria e respirò nell'acqua

Spingeva forte come seme sotto terra
tagliente come un nubifragio
consumò il dolore in una guerra
e planò su un fiume adagio
ritornò il sudore di giornate afose
lui capì le verità tortuose

Spalmò i suoi occhi e le sue mani di speranza
si voltò per salutare
accorciò più volte la distanza
smise il fiato di fischiare
rotolò un pennello asciutto di vernice
tagliò i fili come falciatrice

E lui annegò nell'aria fresca della notte
e respirò nell'acqua pulita della morte
si accovacciò per un istante e per sempre se ne andò
uscì da sè stesso come gioco da una scatola e per sempre se ne andò
come già una volta aveva fatto scegliendo la vita
per sempre
adesso, adesso, adesso
se ne andò
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Profilo Autore: Elvezio  

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Commenti  

Vera Lezzi
+1 # Vera Lezzi 24-09-2016 10:14
Quante, quante volte, stanchi, ci verrebbe voglia di fuggire dalla Vita!...Ma è sempre e solo VIVENDOLA che puoi riscoprirla per CIO' che VERAMENTE LEI VUOLE ESSERE per TE se TU, INSIEMA a LEI, con grinta, amore... di più, PASSIONE, a ogni difficoltà saprai opporre ciò che essa, di autentico e coraggioso, e BELLO, CHIEDE!
Un intenso GRAZIE per il contributo di riflessione che mi hai offerto con parole intensamente coinvolgenti.
Vera :-)
Elvezio
+1 # Elvezio 24-09-2016 10:48
Ciao Vera ti abbraccio. Nel senso fisico della parola eh? immaginalo :-).Grazie anche perché mi dai la possibilità di chiarire una cosa.
ho iniziato a scrivere questa poesia senza sapere dove mi avrebbe portato, ma man mano che scrivevo ho ripensato a mio nonno (una delle due sole persone -fortunatamente- che ho visto in punto di morte su di un letto) e alla fine è dedicata a lui...
il respiro affannoso rantolante...chissà se e dove era con i suoi pensieri. mi ricordavo quando da bambino mi raccontava di essere stato in guerra in Abissinia, mi parlava dei coccodrilli (allora non era come oggi che in tv in internet sai tutto di ogni specie animale anche quelle più lontane o strane) allora negli anni 40 il coccodrillo era come un animale mitologico :-) mi raccontava delle sigarette dei campi di concentramento tra poco non ci sarà più nessuno in vita a raccontare della seconda guerra mondiale.. beh tante altre cose ma...questa è un'altra storia . ciao
Silvana Montarello
# Silvana Montarello 25-09-2016 18:20
Molto sofferente, ma almeno ha raccontato a te i ricordi suoi ricordi della guerra, mi piace molto, ciao.
Elvezio
+1 # Elvezio 27-09-2016 12:39
Ciao Silvana sono felice che ti piaccia grazie :-)

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