“Per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie.”
(Italo Svevo)
A
vent’anni
ero un parassita
senza una coscienza
che mi potesse ospitare;
e se parlavo con me stesso,
era in un confuso
linguaggio
onirico:
un dolcissimo
monologo interiore
che scandiva menzogne
e qualche sporadica verità.
Oggi sono un mutaforma
che si guarda vivere
e che aspetta
miraggi
e
visioni
che non
si avverano
davvero
mai.
È
tempo
di un'ultima
sigaretta, Zeno,
per sentirsi grandi
di grandezza latente;
e poi il finis terrae,
Cabo
de Boa
Esperança
e l'orizzonte
che si agita
nelle nostre
coscienze.
Noi siamo
ammalati a vita,
e non è colpa nostra
se questo continuo
riprodursi
di panorami
che ammaliano
è una meravigliosa
ipnotica Fatamorgana.
“Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz'obiezioni, il destino.”
(Italo Svevo)
