Le quattro vene scorrono come il Volga
ma non lo si capisce subito
all’inizio si notano solo gli occhi,
la mia condanna,
e gli effetti che mi distraggono,
quelli del vento.
Le quattro vene si gonfiano di sangue
e scendono alle mani,
un po’ sempre,
ma soprattutto quando piove
e quando fa freddo,
quando sono solo,
quando guardo e non mi guardano.
Poi c’e l’arteria dell’amarezza,
e i capillari della paranoia,
ma loro defluiscono un po’ ovunque
e immobilizzano tutti i pensieri,
e gelano le mie vene di genio,
talvolta su di un rettangolo di canapa
talvolta su un poligono di carta
talvolta sull’ovale del mio volto
quando gli occhi si fanno più grandi,
nel tentativo fallito di farsi più piccoli.

 

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Noa Amin
+2 # Noa Amin 30-12-2011 18:38
un'anatomia che resta impressa perché nelle vene scorre la poesia e quella..si sa...ti marchia per sempre :-)
Debora Casafina
# Debora Casafina 30-12-2011 21:55
dettagliata,original e,poetica

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.