«Paul is dead, man: miss him, miss him, miss him!»
The
wonder years,
quando l’occhio cercava
ciò che la mente sognava,
quando la mano toccava
quel che lo sguardo
incrociava,
e
quando
l’avvenire
lo si poteva
ancora bere
in silenzio,
a piccole
dosi.
Eh
sì lo so,
amore mio,
che io ho vissuto
quell’inspiegabile età
col malumore del peccato,
senza sapere da dove venissi,
e ancor meno dove stessi errando.
Però non ho tardato a chiedermelo
se per davvero fosse tutta lì la vita,
fra quei mille e uno appetiti
e questa
crescente
stanchezza.
No amore mio,
forse non esiste riposo
per le nostre povere anime,
forse non ci sarà mai pace:
se non nello spazio
indefinibile
che separa
un pensiero
dal prossimo,
e un anelito
da un logico
affanno.

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con stima e affetto,
charlie