Nero il cigno stende l'ale
Io m'allargo di sorrisi
appesi al vento come uva
mentre incurvano quei legni
il contorcersi di mosto
Non s'arrenda nel suo volo
che il liquame in sè faceto
mai si curerà dell'arma
del color che si fa vezzo
Don Chisciotte
i suoi mulini
Ronzinante e le sue briglie
Mai che vadano a finire
le mie piume in miserere
Io m'allargo di sorrisi
appesi al vento come uva
mentre incurvano quei legni
il contorcersi di mosto
Non s'arrenda nel suo volo
che il liquame in sè faceto
mai si curerà dell'arma
del color che si fa vezzo
Don Chisciotte
i suoi mulini
Ronzinante e le sue briglie
Mai che vadano a finire
le mie piume in miserere

Commenti
No, non è la prima volta che in questa cosa mi ci butto. Si arriva sempre ad un punto di stasi dove ci si domanda quale apertura alare usare per far volare i versi e si abbina l'arcaico e il moderno, si cambia la fisicità al testo. Ho voglia di cambiare ciò che posso e ciò che mi è più facile.
E così sia...halleluyah!
Grazie Sire
Grazie della partecipazione, Anti
Carla