Io conosco l'assillo delle felci
ai rivi, sugli scoli e in sottobosco.
Amano il puntinismo delle ombre,
l'umidore dell'acqua che ristagna.
Io -come loro- ho i miei raggi in controluce
e un filo di rugiada che disseta
l'esistere ai piedi delle querce
lungo i sentieri dove il bosco e la pineta
dissipano fogliame, passi, spore,
le felci sono aria in dentellature,
gli archegoni archetipi di vento.
Non è forse la stasi uguale al movimento?
Non è forse l'andare
paragonabile al meditare?
Io conosco le pene delle felci,
solo delle mie un poco più dolci.
Al cospetto delle felci io m'acquieto,
tra le mani un libro di poesie.
ai rivi, sugli scoli e in sottobosco.
Amano il puntinismo delle ombre,
l'umidore dell'acqua che ristagna.
Io -come loro- ho i miei raggi in controluce
e un filo di rugiada che disseta
l'esistere ai piedi delle querce
lungo i sentieri dove il bosco e la pineta
dissipano fogliame, passi, spore,
le felci sono aria in dentellature,
gli archegoni archetipi di vento.
Non è forse la stasi uguale al movimento?
Non è forse l'andare
paragonabile al meditare?
Io conosco le pene delle felci,
solo delle mie un poco più dolci.
Al cospetto delle felci io m'acquieto,
tra le mani un libro di poesie.

Commenti
ed ogni alito di vento le smuove, accendendo il loro fruscio. Sono delle piante che
prediligo. Sono sempre in movimento, non credo che prediligano la stasi.
Una lirica ben strutturata. Complimenti! Un saluto.
si cerca la quiete, la solitudine per parlare con se stessi, per trovare il proprio equilibrio....
Molto elegante, evoca tranquillità. Complimenti!... Ciao... ^.^
Originale e ben scritta.
ciao:)