“Morire, dormire. Dormire, forse sognare.”
(William Shakespeare)
Fin
che puoi,
sogna forte.
Pensa ai pensieri
privi di traiettoria,
così immateriali
ed elementari
da non aver
colore,
e
mi
troverai
al giro di boa
dell’ultima onda
che aspetto il buio,
vicino alla somma
delle percezioni.
Ti mostrerò
la causa
ultima
della
materia,
il crocevia
dove il sonno
si fa profondo
e il contenuto
è manifesto.
Decidi tu,
se vorrai
imboccare
il breve percorso
che porterà al cibo,
o il cammino impervio
dell’immaginazione,
della casualità.
Non esiste
oggetto
che perduri
alla spazialità
di un simbolo,
né un occhio
del tutto
cieco:
ci sono
tanti disegni
quante possibili
variazioni di forma,
ma una sola latente
visione d’insieme.
È insufficiente
la vita,
per chi
aspetta
la notte
per farsi guidare
dall’ammaliante
rumore di fondo
della solitudine.
“È rimasto immobile per 24 ore prima di morire e non rispondeva più a nessuna sollecitazione... era molto lontano ormai. I suoi ultimi respiri erano così meravigliosi e liberi che non c'era spazio nel mio cuore per la tristezza. Un quarto d'ora dopo la sua morte, con un boato spaventoso, un fulmine a ciel sereno ha lacerato per tutta la sua lunghezza uno dei pioppi del giardino.”
(Gret Jung)

Commenti
Grazie di cuore per la lettura.
charlie