Una voglia repressa aleggia
tra la mia mano e il tuo corpo:
un confine dove la pelle
non è più soltanto colore,
ma desiderio che scotta nel buio
di ogni tuo anfratto.
Distesa nel nulla del cosmo abitato,
la mia carne trema.
Con la rabbia del segno
cerco di rubare il tuo seno,
sento il tuo respiro nelle dita.
È una danza d'amore, la nostra,
una passione che non vuole guarire;
profonda come il solco
che la matita lascia sulla carta nuda.
Non serve vedersi per toccarsi:
il tuo collo, la tensione felina...
Ruggisci,
anche quando rimani in silenzio.
Siamo due poli che si cercano
per l’attrito della vita.
E questo ritratto, che ancora brucia,
è l’unico modo che ho per dirti:
ti sento ancora qui.
