Sono rientrata alle nove e in casa c’era tutto un altro odore.
Non più di muffa e di cane bagnato,
era un odore pulito, con vapore sui vetri, e profumo
di qualcosa di buono.
Mi sono tolta il giaccone, lui sorrideva
tintinnando il ghiaccio nei bicchieri.
Ha apparecchiato in cucina
su una tovaglia
che non sembra nemmeno la mia.
Una candela trema
nella bottiglia di vetro soffiato:
proprio dove tenevo le tue rose.
-E non mi chiedo dove sono le rose. Mi passano per la mente un secondo,
ma io sono due, e mi calo, ora nell’una, ora nell’altra, disinvolta.
Ma forse è il martini che ho bevuto vicino alla stufa-
Tutto qui è in equilibrio perfetto:
qualcosa borbotta nel tegame,
i fagiolini nella zuppiera arancione,
la besciamella nella ciotola di plastica blu.
Sarebbe da foto.
L’acquaio è stracolmo.
-E non voglio ripensare al passato
ma in un attimo mi ritrovo in quell’altra
e rastrello con gli occhi le mensole,
i ripiani della vetrina, con una scusa m‘affaccio al buffet…
Vorrei solo rivedere le rose-

Commenti
Hai uno stile narrativo che mi piace!