Tienimi su ginocchia di mani
tue
quelle d'unghia di fresco taglio
bianco, puro d'artista.
Solleva il pensarti adulto
che tanto la vita ci vuole acerbi
privi di sole e nuvola
-dammi l'ardere delle tue stelle cadenti in prima scadenza-
Spodestami dal sacrilego desio in rubino
e non darmi smeralda speme
sì che possa sognare d'astro antico
e morirmi.

Commenti
I miei saluti.
Smuack!
Voglio leggeri ancora: é un ordine!
Ma che mostro è?