Premessa:
“nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma
e dunque cosa creano gli artisti? Se l’ universo soddisfa le sue leggi
cos’è allora il nulla dei filosofi? ”
Il firmamento sa di sangue stamattina, qualcosa smuove le statistiche di Vega
titoli e conti si rincorrono, il nuovo governo
riscalda acqua bollente, dinnanzi a un direttore di banca
i re diventano giullari
il collasso non era previsto
così anche a leggerla di domenica
la cronaca appare nel suo ritorno di musica e parole inverse
nessuna garanzia di raccolto vuol dire che fallirà lo sforzo
di scommettere su maggio
confidare nelle gemme un assurdo che varrà
l’essiccarsi dei piccioli
Da dove sgorga la creazione?
L’energia ha quanti di denaro
denso come protoni al centro del Sole
lo sapevi?
Visione di tronchi sfatti
e per l’alba banconote nei nidi
parità di spiccioli e pigolio
L’inesorabile è davanti a noi
ma il senso letterario
può leggere nelle cadute
dalle impalcature?
Restano carni flagellate
Uncini rossi nella Via Lattea
su Cristo nessun editoriale
neanche una citazione quando
cola acciaio sugli operai

Commenti
Essere originali nella ricerca di vocaboli da inserire nei versi...e come lo sai fare bene Franco!
Ciao caro
Carla
In questa opera parlo di infortuni sul lavoro, di morti bianche, di poveri cristi ignorati da tutti,
e le parole sono misurate e giuste come le metafore, una ad una come è nel mio stile e come sono solito fare quando scrivo
qualunque cosa anche per commentare le opere altrui che mai sono giudizi affrettati e privi di analisi del testo.
si informi prima di sparare a vanvera parole senza senso e fuori luogo in un contesto come questo dove l'attenzione alle parole
e la cura in quello che si scrive devono essere al massimo grado, pena il degrado nei rapporti tra le persone.
Per quanto riguarda il resto che dice, tralascio semplicemente perchè constato che lei non ha capito niente
e dunque non le devo nessuna spiegazione. la prossima volta che vorrà avvicinarsi ad un mio testo, ma ne dubito,
tenti di leggere e non di giudicare in base a quelle che sono le sue errate convinzioni.
Se poi vorrà capire cambi il tono e l'arroganza di chi pensa di aver capito e di poter giudicare in base a ciò che vede scritto nei propri paraocchi. cordiali saluti
Me ne scuso.
No. Non è che lei abbia spazi di manovra su questa questione.
Ciò che mi ha sconcertato e dato enormemente fastidio non è quello che crede e che è virgolettato sopra,
ma è stata la perentorietà del suo giudizio nei riguardi del mio testo,
in un ambito dove ha senso solo l’ interpretazione che com’è noto può essere anche completamente sbagliata. Se avesse posto una domanda e chiesto chiarimenti, le avrei esaurientemente risposto ma come ha fatto nel primo commento fuori luogo si ripete anche adesso rimanendo sostanzialmente in un’ambiguità di fondo. Nel mio modo di pensare ed essere se una persona chiede scusa vuol dire che sta riconoscendo il proprio errore senza “se” e senza “ma”.
Senza questa chiarezza non c’è alcun seguito a quanto sopra.
Se poi non vuoi accettare le scuse, amen.
Sopravvivremo entrambi. E comunque potrai anche non dare seguito a "quanto sopra", ma non potrai impedirmi di continuare a leggerti e, s'è il caso, a criticarti in contumacia.
Per me distinguere l’ambito spirituale da quello sociale è semplicemente un’assurdità.
A mio modo di vedere in poesia non ci sono limiti prestabiliti trattandosi di linguaggio metaforico che può attingere da qualsiasi parte, anche quello scientifico talvolta, per esprimere il pensiero poetico.
D’altro canto ci si dovrebbe scandalizzare di Gesù per l’uso che fa di esempi presi dalla vita sociale al fine di esprimere delle verità teologiche come per esempio nella parabola dei talenti o in quella del figliol prodigo e persino in quella dei vignaioli perfidi?
A parte qualche fariseo io credo di no e dunque, signor “numerouno” perché si scandalizza lei se metto il nome di Cristo a rappresentare chi muore investito da una colata di acciaio, sacrificato ad una logica di profitto imperante nel mondo moderno e agli antipodi di quel Regno di Dio in cui sicuramente lei crede?
Adesso però davvero basta. Per me l’incidente è chiuso. Passiamo oltre.
p.s.
Sia ben chiaro che il sottoscritto è sempre disponibile ad affrontare amichevolmente qualsiasi discussione, tranne con chi non vuol saperne o parte da pregiudizi e presupposti immodificabili.
ciao
Grazie e buona poesia.
Comunque mi chiamo Salvatore!
Osservare, prestare attenzione sono essenziali in tutta la vecchiae cara vita per ogni occasione, così come la vecchia e cara educazione che non passa mai di moda.
E beh...
Vorrei ricondurre tutto nel giusto alveo, mi prendo le colpe e cerco di scusarmi. Poi, siccome non vado dietro a consensi, ma cerco di cimentarmi in una cosa che mi piace, voglio scusarmi e chiudere tutto in maniera civile.
Lei potrà anche non leggermi più, e forse non perderà un granchè, ma io continuerò a leggerla.
Lasciamo perdere il nick; l'ho sempre usato come password e m'è venuto bene utilizzarlo; non mi atteggio e non m'insuperbisco per quello che scrivo.
Ricambio i distinti saluti.
Ah, il mio nome è Salvatore.
A presto, allora.
Salve
Grazie. Sempre.
Un saluto.
Con lo sguardo alle stelle vivendo il presente.. saluti e il mio apprezzamento sincero